Sono tornati nei loro quartieri, spesso nelle stesse case che avevano lasciato oltre vent’anni fa. Uno dopo l’altro, senza clamore, diversi storici esponenti della criminalità organizzata napoletana hanno riacquistato la libertà dopo aver scontato lunghe condanne definitive per reati gravissimi, dagli omicidi all’associazione mafiosa.
Una serie di scarcerazioni che riporta l’attenzione sul ritorno nei territori di figure che per anni hanno rappresentato i vertici di clan come l’Alleanza di Secondigliano e il clan Mazzarella, in una Napoli profondamente cambiata rispetto a quella che avevano lasciato.
Dai boss storici alle nuove generazioni criminali
Molti degli ex detenuti, evidenzia Leandro Del Gaudio su Il Mattino, hanno trascorso decenni in carcere, in alcuni casi sottoposti anche al regime del 41-bis. Oggi si ritrovano in una realtà diversa, segnata dall’ascesa delle baby gang, delle paranze giovanili e da una violenza spesso scollegata dalle tradizionali gerarchie criminali.
Il tema è destinato a finire anche sul tavolo del vertice per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato in Prefettura alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, chiamato ad affrontare l’emergenza legata alla diffusione delle armi nell’area metropolitana di Napoli.
Da Giuseppe Lo Russo a Pietro Licciardi: chi è tornato libero
Tra i nomi più rilevanti figura Giuseppe Lo Russo, storico esponente dell’Alleanza di Secondigliano e capo del clan dei cosiddetti “Capitoni”. Dopo aver scontato la pena, è tornato in libertà beneficiando anche delle riduzioni previste dall’ordinamento penitenziario.
Negli ultimi mesi hanno lasciato il carcere anche Pietro Licciardi, nipote dei fondatori dell’Alleanza di Secondigliano, e Giovanni Cesarano, indicato in passato come elemento di spicco del cartello criminale dell’area nord di Napoli.
Le scarcerazioni eccellenti e le misure alternative
Tra i nomi più noti compare anche Gaetano Bocchetti, conosciuto come “Nanà”, che ha ottenuto la collocazione in una casa lavoro.
È tornato libero inoltre Paolo Ottaviano, ritenuto dagli investigatori vicino al clan Mazzarella, storico rivale dell’Alleanza di Secondigliano.
Nei mesi scorsi aveva fatto discutere anche la scarcerazione di Diego Vastarella, genero di Celeste Giuliano, arrestato nel 2004 mentre era latitante a Milano e condannato per diversi omicidi maturati durante le sanguinose faide di fine anni Novanta.
Ai domiciliari Edoardo Morra
Tra i provvedimenti più recenti figura anche quello che riguarda Edoardo Morra, che ha ottenuto gli arresti domiciliari nella propria abitazione napoletana.
Morra era stato condannato all’ergastolo anche per il duplice omicidio di Gennaro Pandolfi e del piccolo Nunzio Pandolfi, il bambino di appena due anni la cui morte sconvolse l’opinione pubblica e portò al celebre appello “Fuitevenne” pronunciato da don Franco Rapullino nel cuore del centro storico di Napoli.
Una nuova sfida per sicurezza e territorio
Il ritorno in libertà di figure storiche della camorra rappresenta un fenomeno seguito con attenzione dagli investigatori. Pur avendo scontato le proprie condanne e beneficiando dei diritti previsti dalla legge, la presenza sul territorio di ex boss di primo piano impone un costante monitoraggio da parte delle forze dell’ordine, soprattutto in una fase in cui le dinamiche criminali appaiono profondamente mutate rispetto al passato.

