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Carceri sovraffollate, in Campania oltre 8mila detenuti su 6mila posti

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Al 31 dicembre 2025 nelle carceri italiane si contano 63.499 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 51.277 posti e di appena 46.124 posti realmente disponibili, con un tasso di sovraffollamento nazionale del 138,5%.

È quanto emerge dalla Relazione annuale 2025 presentata al Tribunale di Napoli dal Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà, Samuele 
Ciambriello al Consiglio dell’Ordine degli avvocati napoletani.


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Carceri sovraffollate, in Campania oltre 8mila detenuti su 6mila posti

In Campania la situazione è critica: ad aprile 2026 sono 8.016
 le persone detenute contro i 6.173 posti regolamentari, di cui
 412 donne e 956 stranieri, 5 madri con 7 figli a seguito 
presenti nell’Icam di Lauro.

Oltre la metà dei detenuti campani (51,11%) ha una pena residua
 tra 0 e 3 anni, situazione che il Garante interpreta come un
segnale chiaro: un più ampio ricorso alle misure alternative 
potrebbe alleggerire in modo significativo la pressione
 detentiva. A destare maggiori preoccupazioni è la situazione del carcere di Napoli-Poggioreale, il più affollato d’Italia: 2.264 detenuti in istituto con 1.616 posti regolamentari e soltanto 1.341 
disponibili, per un tasso di affollamento del 169%.

A
 Secondigliano il tasso supera il 142%: 1.578 presenti su 1.111
 posti. Negli istituti penitenziari della Campania, il numero di agenti 
della Penitenziaria in pianta organica è di 3.706 unità a fronte
di 3.265 agenti penitenziari effettivamente presenti. A mancare
sono anche i nuclei di traduzione: ogni settimana tra i due
 istituti di Poggioreale e Secondigliano saltano in media tra le
 50 e le 60 traduzioni.
 “I dati impongono una riflessione profonda: senza investimenti
 strutturali su misure alternative, il superamento di problematiche di salute mentale, tossicodipendenza, immigrazione, nuovi ingressi di figure sociosanitarie e promozione di politiche sociali territoriali, il carcere rischia di rimanere una risposta emergenziale e non una reale occasione di recupero e reinserimento sociale” ha detto Ciambriello.

All’evento anche Patrizia Mirra, presidente del Tribunale della Sorveglianza di Napoli secondo la quale “all’interno degli
 istituti occorre potenziare il personale sanitario, oggi del
 tutto insufficiente. Ma altrettanto decisiva è la costruzione di
 una rete esterna di accoglienza: senza supporto abitativo,
sanitario, rieducativo e formativo dopo la scarcerazione, il
 reinserimento fallisce e la recidiva diventa quasi inevitabile. 
Il carcere, da solo, non basta”.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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