I Casalesi si arricchivano anche con il poker online, maxi-sequestro contro la mente del clan

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Foto di repertorio

I Casalesi si arricchivano anche con il poker online, maxi-sequestro contro la mente del clan. Stamattina militari della Guardia di Finanza di Potenza — Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata, nel contesto dell’operazione denominata Pokerissimo hanno dato esecuzione ad un decreto che dispone la misura di prevenzione patrimoniale antimafia del sequestro anticipato di beni ai fini della confisca. Provvedimento emesso su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza dal locale Tribunale nei confronti di Antonio Tancredi.

Il 54enne di Potenza già indagato da diverse Procure della Repubblica del territorio per reati legati al gioco illecito, perpetrati anche attraverso lo sviluppo e la gestione di complessi sistemi informatici di organizzazione e raccolta del gioco attivi su piattaforme estere. Queste nel corso del tempo hanno catalizzato gli interessi di importanti consorterie criminali calabresi e campane, tra cui anche il clan dei Casalesi, fruttando lauti guadagni.

TANCREDI, PUNTO DI RIFEWRIMENTO ANCHE DEI CASALESI

In particolare dalle pregresse investigazioni Tancredi, risultava essere un vero e proprio punto di riferimento, per le sue capacità tecniche e manageriali, per i sodalizi, anche mafiosi. I clan si rivolgevano a Tancredi quando volevano gestire il gioco illegale on line che attraverso l’elusione del pagamento delle imposte dovute, diveniva uno degli affari più remunerativi gestiti dalla criminalità organizzata anche per i Casalesi.

LE INDAGINI CON IL METODO PRO-ACTIVE INVESTIGATION

Le indagini patrimoniali svolte dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Potenza si sono basate sulla Pro-active investigation. Metodologia tesa a una ricostruzione sistematica e comparata delle attività criminose e dei paralleli accrescimenti patrimoniali. Disvelata una rilevante sproporzione tra i beni nella attuale disponibilità diretta e indiretta del soggetto e dei componenti del proprio nucleo familiare. Ciò confermata rispetto ai redditi da quest’ultimi dichiarati.

SEQUESTRO DA MEZZO MILIONE DI EURO ALLA MENTE DEI CASALESI

Sono stati sottoposti a sequestro un’abitazione di sette vani, con annesso magazzino, ubicata nel centro storico di Potenza. Sequestrate quote di partecipazione in quattro società di capitali, di cui tre con sede legale in Potenza e una in Roma. Nove rapporti finanziari e due certificati di buoni fruttiferi con una disponibilità di circa 12 mila euro, un’autovettura e preziosi. Complessivamente tutto per complessivo ammontare di oltre 500mila euro.

Le misure di prevenzione patrimoniali ancora una volta dimostrano la loro validità strategica nella lotta alle consorterie criminali. L’aggressione dei patrimoni del crimine organizzato, come il clan dei Casalesi, sottrae alle strutture criminali la linfa vitale con cui le stesse si alimentano. Si crea così un significativo argine al concreto pericolo di commistione tra patrimoni illecitamente accumulati e attività imprenditoriali regolari.

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