Colpo agli Orlando, i fiancheggiatori guidati da ‘a celest: era lui a tenere i contatti tra Marano e Totò Riina

A capo della rete di fiancheggiatori del boss Antonio Orlando ‘Mazzolino’ c’era lui: Luigi Esposito ‘a celest. Era lui a capo del gruppo sgominato questa mattina dai carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura partenopea. Al vertice lui, Esposito, conosciuto da tutti come ‘a celest. Una mente finanziaria vera e propria capace di quadruplicare i soldi dei Nuvoletta prima e degli Orlando-Polverino poi. Uno che alla pistola ha sempre preferito i numeri, uno che con il racket e il potere dell’intimidazione ha contribuito alla crescita esponenziale dell’impero criminale dei clan di Marano. I ‘mafiosi di Marano’ come in molti tendono a sottolineare. Già perchè i maranesi sono legati a doppio filo ai Corleonesi come confermato da diverse informative e, da ultimo, dal collaboratore di giustizia Francesco Di Carlo, narcotrafficante al soldo della famiglia di Altofonte. E’ lui che per primo ha parlato di una ‘Camorra Nostra’ lontana anni luce dalle stese, dalla disorganizzazione e dalla mancanza di disciplina dei clan di Napoli. Ad un summit tenutosi in un bunker a Poggio Vallesana si racconta che parteciparono un numero impressionante di capi camorra campani nonché rappresentanti della mafia siciliana del calibro di Totò Riina e Giovanni Brusca. Summit a cui avrebbe preso parte anche Esposito. ‘A Celest diventa il vero ‘commercialista’ del clan, ossia colui incaricato di investire i soldi del gruppo e di diluirli in centinaia di attività ‘ripulendoli’ attraverso un gioco di scatole cinesi. Era lui uno dei maggiori ‘contatti’ tra Marano e la Sicilia.

I militari hanno documentato come uno degli indagati avesse consegnato ad Antonio Orlando i propri documenti (tra i quali carta di identità e patente di guida) sui quali era stata apposta la fotografia del latitante affinché questi potesse girare liberamente e condurre veicoli. Inoltre, altri indagati hanno stipulato per conto di Orlando contratti per la fornitura del gas, dell’energia elettrica e addirittura per la sottoscrizione di un contratto Sky. Al vertice oltre ad Esposito, che, appena scarcerato nell’estate 2017 dopo anni di detenzione, si è rimesso al vertice del clan e Sabatino Russo già vicino ai clan giuglianesi, entrambi già arrestati circa due mesi fa perché ritenuti responsabili di estorsione aggravata dai metodi e dalle finalità mafiose.