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Chiara Jaconis morta a Napoli, a giudizio i genitori del minorenne che avrebbe lanciato la statua

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Il dramma di Chiara Jaconis approda in un’aula di tribunale. Il giudice dell’udienza preliminare di Napoli ha disposto il rinvio a giudizio per i genitori del ragazzino ritenuto responsabile della morte della turista padovana di 30 anni, deceduta nel settembre 2024. Il minore, avendo solo 13 anni all’epoca dei fatti, non è imputabile per la legge italiana.

Chiara Jaconis morta a Napoli, a giudizio i genitori del minorenne che avrebbe lanciato la statua

La responsabilità penale è stata così ravvisata in capo ai genitori, due stimati professionisti partenopei, che dovranno rispondere dell’ipotesi di reato di omicidio colposo in concorso per omessa vigilanza. Il processo prenderà il via il prossimo 23 ottobre davanti al giudice monocratico della prima sezione penale del Tribunale di Napoli. La decisione è arrivata al termine dell’udienza celebrata nell’aula 213 del palazzo di giustizia.

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Una svolta che arriva a quasi due anni da una tragedia che sconvolse l’opinione pubblica nazionale. Il 15 settembre 2024, Chiara Jaconis stava passeggiando insieme al fidanzato tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli, godendosi le ultime ore di una vacanza a Napoli prima del volo che l’avrebbe riportata a Parigi, dove viveva e lavorava. All’improvviso, dall’alto di un palazzo di via Sant’Anna di Palazzo, è precipitata una pesante statuetta di pietra raffigurante una divinità egizia.

L’oggetto non ha colpito direttamente la giovane: ha impattato prima contro la ringhiera di un balcone sottostante, frantumandosi. Un grosso frammento, purtroppo, ha centrato alla testa la trentenne, causandole ferite rivelatesi fatali. Chiara si è spenta due giorni dopo in ospedale.

La difesa dei coniugi ha sempre sostenuto una linea di totale estraneità, negando con fermezza che quella statuetta appartenesse alla famiglia o che provenisse dalla loro abitazione. Di diverso avviso la Procura, le cui indagini hanno convinto il giudice della necessità di un vaglio dibattimentale per accertare la “culpa in vigilando”. Dal 23 ottobre la parola passerà ai testimoni e ai periti per stabilire la verità scientifica e giudiziaria su una morte tanto assurda quanto dolorosa.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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