Era circa l’una di notte del 31 dicembre quando Ciro Caiafa, padre di Luigi (Ucciso per una rapina pochi mesi fa), è stato raggiunto e ucciso da diversi colpi d’arma da fuoco nella sua abitazione del quartiere San Lorenzo mentre si stava facendo fare un tatuaggio. Secondo quanto riportato da Il Mattino, sembrerebbe che il 40enne si stesse facendo tatuare sul braccio sinistro una croce con il nome del figlio ucciso.

Omicidio di Ciro Caiafa, l’ipotesi dello ‘sgarro’ dietro il delitto di Capodanno [ARTICOLO 1/1/2020]

Potrebbe aver pagato con la vita uno ‘sgarro’ Ciro Caiafa, il 40enne padre di Luigi (morto a sua volta in seguito ad un tentativo di rapina) ucciso nella sua abitazione di via Sedil Capuano nel quartiere San Lorenzo (leggi qui l’articolo). L’uomo è poi morto presso l’ospedale Vecchio Pellegrini in seguito alle ferite riportate. Secondo la prima ricostruzione effettuata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli e della Compagnia Napoli Stella Caiafa nella notte tra il 30 e il 31 dicembre era nel suo terraneo a farsi fare un tatuaggio (leggi l’articolo) quando, poco dopo mezzanotte, un sicario sarebbe penetrato all’interno esplodendo almeno tre colpi mortali al suo indirizzo e ferendo lievemente il 28enne che era in sua compagnia e che stava colorando il disegno sulla sua pelle. Quel basso con all’esterno il murales dedicato al figlio Luigi si è così trasformato per l’uomo in una trappola mortale. Ai carabinieri Gennaro De Martino, il tatuatore 28enne, non ha saputo fornire al momento elementi utili alle indagini limitandosi a raccontare di aver udito solo gli spari e di essersi ritrovato in terra con una ferita al fianco sinistro.

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