HomeCronacaClan Pezzella, arrivano le condanne per il gruppo del boss Orefice

Clan Pezzella, arrivano le condanne per il gruppo del boss Orefice

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Non sono mancate le sorprese nel processo che vedeva alla sbarra il gotha del clan Pezzella, gruppo attivo tra Frattamaggiore e Frattaminore. Il processo è quello con rito abbreviato (gip Dello Stritto). Il boss Michele Orefice rischiava 20 anni e invece ha rimediato 16 anni con assoluzione dall’accusa di associazione finalizzata al traffico di droga. Orefice era difeso dagli avvocati Leopoldo Perone e Antonio Mormile. Rischiava 20 anni anche Salvatore Mennillo che invece incassa 13 anni e quattro mesi difeso sempre dal tandem costituito dagli avvocati Perone e Mormile con assoluzione dall’accusa di associazione dedita al traffico di droga. Assolto invece Luigi Di Giorgio che rischiava 7 anni: in questo caso fondamentali si sono rivelate le argomentazioni del suo legale, l’avvocato Rocco Maria Spina.

Le altre condanne

Rischiava invece 16 anni il ras Corrado Polizzi che invece ha rimediato 11 anni e otto mesi con assoluzione da articolo 74 e da due episodi estorsivi contestatigli: Polizzi era difeso dagli avvocati Leopoldo Perone e Isidoro Spiezia. Tra le altre condanne Pasquale Cristiano 20 anni, Giovanni Cipolletti 15 anni e tre mesi, Domenico Crispino 12 anni, Andrea Fortunato 11 anni e quattro mesi, Antonio Esposito 9 anni e otto mesi, Nicola Lucaioli 9 anni e quattro mesi, Bruno Franzese 9 anni, Diego Russo 8 anni e sei mesi, Luigi Amendola 8 anni e due mesi, Dino Cristiano e Luisa Castaldi 7 anni, Gustavo Del Prete 6 anni e otto mesi, Vincenzo Setola 4 anni e cinque mesi, Francesco Di Silvestro 2 anni, Alessandro Arno 1 anno e nove mesi.

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Le tre inchieste contro i clan di camorra

Il blitz contro il gruppo prendeva le mosse da tre inchieste: nella prima spiccava il nome di Orefice, inchiesta nata nel novembre 2022 a seguito della tentata estorsione ad una nota gioielleria di Frattaminore, che ha svelato l’esistenza di un’organizzazione criminale facente capo al clan Pezzella, ma coordinata sul territorio di Frattamaggiore e di Frattaminore (dopo l’arresto di Landolfo Pasquale) dallo stesso Orefice, dedita prevalentemente al compimento di attività estorsive e al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

La seconda inchiesta verteva sulla figura di Cipolletti Giovanni, esponente di spicco della criminalità organizzata caivanese, che ha condotto anche all’accertamento di una serie di estorsioni commesse, con la complicità di Esposito Antonio, Franzese Bruno, Mennillo Salvatore, Orefice Michele e Fortunato Andrea, prevalentemente sui territori di Frattamaggiore e Crispano, per conto dell’organizzazione criminale diretta sul territorio di Frattamaggiore da Orefice Michele, al fine di agevolare il clan Pezzella. Orefice Michele, e sul territorio di Crispano, Fortunato Andrea.

La terza parte dell’inchiesta si concentrava sulla figura di Pasquale Cristiano, ritenuto dagli inquirenti il “referente criminale preposto dal direttorio camorristico di via Rossini al traffico\spaccio di sostanze stupefacenti su Frattaminore.

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