Commando dei De Micco bloccato a Ponticelli, i baby ras volevano vendicare De Martino

Volevano vendicare Francesco De Martino, uno degli ultimi irriducibili dei De Micco rimasto in circolazione. Il 49enne era rimasto ferito in un agguato lunedì pomeriggio dopo essere stato denunciato, la stessa mattina, perchè sorpreso nei pressi dell’abitazione di Ciro Cerrato, vicino ai Minichini-Schisa-De Luca Bossa che da mesi cercano di rioccupare gli spazi lasciati vuoti dai ‘Bodo’. Il sospetto degli inquirenti è che De Martino e i suoi stessero preparando un agguato e che il suo ferimento sia la ‘risposta’ al tentativo fallito della mattina. De Martino se l’è cavata con una ferita ad una natica e il ritorno in carcere (era in permesso premio): il suo gruppo però ha cercato vendetta. Soltanto l’intervento degli agenti del commissariato di Ponticelli (sostituto commissario Vittorio Porcini) ha evitato il peggio.

Nella notte un commando armato è stato intercettato dagli agenti nella zona di via Montale. L’immediato intervento degli agenti ha impedito che il gruppo armato (di quattro persone) potesse portare a termine la sua azione verso l’obiettivo predestinato. Nell’inseguimento i quattro si erano tuttavia liberati dei cappellini che hanno consentito ai poliziotti di riconoscerli e di far scattare una denuncia in stato di irreperibilità per porto abusivo di armi e minacce. Ieri sera gli agenti hanno arrestato due dei quattro componenti della banda armata. Si tratta di Umberto Dello Iacolo e Carlo Esposito, rispettivamente di 22 e 24 anni. Dovranno rispondere del reato di detenzione e porto abusivo di arma semi automatica con caricatore contenente 15 proiettili. I poliziotti hanno notato i due giovani a bordo di uno scooter, con il quale si sono allontanati facendo perdere momentaneamente le loro tracce. Ma gli uomini del commissariato Ponticelli hanno continuato a perlustrare il rione Fiat, incrociando di nuovo i due giovani a bordo di una Lancia Y.  A questo punto li hanno inseguiti e fermati. Nell’auto i poliziotti hanno rinvenuto, accanto allo sportello, una felpa e al suo interno una pistola modello Sig-Sauer priva di matricola e completa di caricatore di 15 cartucce cal 9. Secondo le ultime risultanze investigative i De Micco sarebbero di fatto guidati da tre-quattro fedelissimi dei fratelli Marco, Salvatore e Luigi in opposizione alle famiglie del lotto O, i cosiddetti Minichini-Schisa-De Luca Bossa che hanno rialzato la testa dopo il maxi blitz che lo scorso novembre ha disarticolato il clan dei tatuati.