“Il caldo uccide il virus, anzi no”, scontro tra Ascierto e Tarro sull’effetto dell’estate sul Covid

Paolo Ascierto e Giulio Tarro
Paolo Ascierto e Giulio Tarro

Divergenza di opinioni tra Paolo Ascierto e Giulio Tarro. Nel bel mezzo della tragedia mondiale del coronavirus, gli esperti nazionali hanno opinioni diverse che sono pronti a diffondere al pubblico smentendo i colleghi e dando vita ad accesi dibattiti. Non solo scontri televisivi, ma anche botta e risposta tramite social e carta stampata per arrivare addirittura alle querele.

Idee contrastanti tra due medici napoletani che in questi mesi di pandemia sono stati al centro del dibattito scientifico: Giulio Tarro e Paolo Ascierto hanno opinioni opposte sul contagio da Covid 19 e, soprattutto, sui comportamenti da assumere nelle prossime settimane. Mentre il virologo Tarro prova a gettare acqua sul fuoco e a ridimensionare la portata del virus, il professor Ascierto prova a mantenere ancora alta la guardia sulle possibilità di contagio.

Il virus soffre il caldo

La famiglia coronavirus – ha affermato Giulio Tarro – soffre il caldo, la salsedine, persino la montagna. Non solo non ce lo troveremo tra i piedi ma abbiamo una popolazione così immunizzata che non sarà più un ospite utile per il virus. Mascherine? Vanno messe dal paziente e dagli operatori sanitari. Ma per il resto è anti-igienico e può portare anche a problemi respiratori“. Un’estate “tranquilla” dunque quella ipotizzata dal virologo napoletano, in totale controtendenza con quanto affermato dall’oncologo del Pascale, Paolo Ascierto.

Ascierto: “Il coronavirus è ancora tra noi”

“Gli ottimi risultati che stiamo registrando in Campania non devono farci assolutamente abbassare la guardia. Ci impongono di porre ancora più attenzione in quelle che sono le ormai conosciute misure di prevenzioni adottate. Questa – ha affermato uno dei precursori a livello mondiale della sperimentazione del Tocilizumab ai casi di coronavirus, Paolo Ascierto – è una fase che a me personalmente preoccupa particolarmente, poiché vi è in molte persone l’idea che tutto sia finito. Quello che accadrà nelle prossime settimane sarà fondamentale per capire l’andamento del contagio, senza mai abbassare la guardia. Il rischio di una seconda ondata a settembre ovviamente c’è. Così come ci insegnano molti altri virus che ormai conosciamo, tuttavia, il SARS-CoV-2 è un virus nuovo che conosciamo ancora poco”.