Da Napoli il farmaco per sconfiggere il Covid-19, De Luca: “Risultati sempre più incoraggianti”

«I primi risultati che ci arrivano dalla collaborazione tra l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS »Fondazione G. Pascale« e l’Ospedale dei Colli direttamente con la Cina sull’impiego di tocilizumab, farmaco anti-artrite, nei pazienti contagiati da coronavirus e in condizioni critiche, sono sempre più incoraggianti». Lo afferma il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca sui social. «È una speranza – spiega il governatore – che arriva da Napoli e dalla Campania in questo momento difficile per l’Italia e per tanti altri Paesi del mondo. Grazie a tutta la nostra sanità, a chi è impegnato per la ricerca delle terapie e a chi è in prima linea quotidianamente negli ospedali e nelle strutture di coordinamento insieme a tutti gli altri uffici per fermare i contagi e per curare le persone. Massimo impegno e massima responsabilità da parte di tutti per uscire dal tunnel».

Parla il medico di Napoli

“La prima risposta del Tolicizumab nel fermare l’infiammazione polmonare è positiva. Ora la sperimentazione si è allargata ad oltre 50 pazienti in tutta Italia e nel giro di una settimana avremo un’indicazione più ampia”. Così Paolo Ascierto, direttore dell’unità di immunologia
clinica del Pascale, spiega la fase 2 dell’uso dell’anticorpo per fermare la polmonite provocata dal coronavirus. “Stiamo proseguendo – spiega – su due binari paralleli. La situazione di emergenza ci spinge a usare subito il farmaco e lo possiamo fare anche perché la Roche che lo produce lo ha messo a disposizione gratuitamente su richiesta dei medici. E tutti lo chiedono, perché se il paziente risponde vuol dire che chi è in
terapia intensiva ne esce presto e se lo prendi prima non ci vai. Siamo in contatto con gli ospedali del Nord Italia che stanno avviandone l’uso su decine di pazienti. Nel giro di una
settimana avremo l’effetto su circa 50 pazienti trattati: se anche la metà di essi avrà avuto forti miglioramenti possiamo essere soddisfatti, perché significa avere in prospettiva
bisogno della metà dei posti di terapia intensiva che sarebbero serviti. Ci darebbe una enorme speranza”.

La prima risposta positiva sul Tolicizumab è arrivata dalla Cina che ha riscontrato netti miglioramenti in 20 dei 21 pazienti intubati e trattati con il farmaco. Il farmaco non cura
il coronavirus ma combatte la polmonite da esso causata, spesso letale. La prima sperimentazione napoletana ha visto la ripresa di uno dei due pazienti, mentre sull’altro il team al lavoro sta valutando se provare con un nuovo ciclo del farmaco.
Oltre alla sperimentazione per l’urgenza, se ne sta avviando una, con tempi più lunghi, scientifica: “Servono – spiega Ascierto – dei dati che abbiano pieno rigore scientifico e
quindi abbiamo organizzato una task force tra Azienda dei colli e Isituto Pascale, coordinata da Franco Perrone che ha prodotto una bozza di protocollo scientifico e lo ha mandato all’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco, ndr) che deciderà gli step successivi”. In attesa della sperimentazione scientifica, però, il Tolicizumab corre: “I colleghi cinesi – spiega Ascierto – stanno continuando ad usarlo gli abbiamo spiegato come lo usiamo e lo stanno facendo. Poi faranno una sperimentazione anche loro ma lo hanno già inserito nelle linee guida mediche del Paese contro il Covid19”.