Il boss di ‘ndrangheta Nicolino Grande Aracri, di 67 anni, e Salvatore Abbruzzo, di 49, esponente di spicco della cosca “Catarisano” di Borgia hanno ricevuto in carcere, dove sono già detenuti al 41bis, un’ordinanza di custodia cautelare per un duplice omicidio commesso in Calabria 13 anni fa. Il provvedimento, emesso dal gip su richiesta della Dda di Catanzaro, è stato notificato nelle Case circondariali di Roma – Rebibbia e L’Aquila, dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Catanzaro. Grande Aracri voleva collaborare con la giustizia ma è stato bocciato da Nicola Gratteri, all’epoca Procuratore di Catanzaro.
Le accuse contro i boss
I due sono accusati in concorso tra loro, dell’omicidio, aggravato dalle modalità mafiose di Giuseppe Bruno, ritenuto il reggente dell’omonima cosca di ‘ndrangheta di Vallefiorita e della moglie Caterina Raimondi, assassinati a Squillace il 18 febbraio 2013. E’ indagato anche un collaboratore di giustizia, Sandro Ielapi, di 51 anni, che partecipò al duplice omicidio e che con le sue dichiarazioni a contribuito allo sviluppo investigativo sul caso.
Un sicario, secondo la ricostruzione dell’epoca, sparò con un kalashnikov ferendo mortalmente i due in varie parti del corpo.
Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo sotto la direzione della Dda si sono basate sulla ricostruzione dei momenti precedenti e successivi all’omicidio, sull’analisi di atti giudiziari confluiti in diversi fascicoli processuali e sul riscontro alle dichiarazioni rese da diversi collaboratori di giustizia.
Per il duplice omicidio è in corso il processo dinanzi alla Corte di assise di Catanzaro nei confronti di uno degli esecutori materiali

