Mugnano. Il candidato sindaco Agnano: “Il M5S sfiderà il malcostume del centrosinistra”

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Fausto Agnano, candidato sindaco del M5S di Mugnano

Le imminenti elezioni amministrative non rappresenteranno il debutto politico di Fausto Agnano, oggi candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle di Mugnano. Nel 2015 si è candidato al consiglio comunale raccogliendo circa 60 voti, mentre tra una settimana l’attivista 65enne sfiderà il centrosinistra, il centrodestra e la lista de L’Altra Mugnano. Nei mesi scorsi i pentastellati hanno condotto un confronto politico con la fazione capeggiata da Romina Imperatore, ma alla fine le due liste hanno scelto candidature autonome. La lista elettorale del M5S è composta da 17 candidati al consiglio comunale, 7 in meno di quelli previsti per i Comuni con più di 30mila abitanti.

Qualora dovesse essere eletto sindaco, quali provvedimenti porterà a termine nei primi 100 giorni di consiliatura?

Questo è un limite che non mi sono mai posto. Porteremo avanti tutto il nostro programma elettorale che è stato scritto dal consigliere uscente Umberto Zucconelli, lo stesso che tutti hanno copiato e sbandierato solamente. In merito al trasporto pubblico, attualmente, è in atto un bando trimestrale. La vecchia navetta sostava nel rione cosiddetto Zi’ Peppe e si è fermata molto prima dell’emergenza coronavirus. Noi vogliamo realizzare un trasporto pubblico strutturato, che collegherà Mugnano alla Metro di Chiaiano. I cittadini verificheranno gli spostamenti della navetta attraverso un’app installata sul cellulare. Luigi Sarnataro ha lasciato una coppia futuri sposi in Municipio, preferendo farsi un giro sulla navetta, in diretta streaming, come spot elettorale. Inoltre è nostra intenzione modificare del regolamento idrico esistente, prevedendo la sottoscrizione del contratto tra inquilino e l’ente pubblico.

Come mai è tramontato il progetto della coalizione civica?

Abbiamo tentanto di unirci ad altre forze politiche, però non ci sono state le condizioni. Non è vero che non abbiamo voluto Romina Imperatore come candidato sindaco in quanto donna, infatti, Valeria Ciarambino è la nostra candidata alla presidenza della Regione Campania. Con L’Altra Mugnano c’è sempre stata un’intesa, ma ci hanno imposto l’aut-aut della candidatura femminile. Per circa 2 anni abbiamo fatto riunioni ma non abbiamo mai visto Imperatore: era solo un’iscritta a Rousseau e non ha mai fatto attivismo reale. Ci siamo confrontati con tante forze politiche, però, la maggior parte sono dirottate verso Sarnataro.

Perchè non siete riusciti a coinvolgere gli attivisti di MugnanoFutura?

Gli abbiamo proposto di affiancarsi alla nostra lista. Li stimo e da tempo con loro abbiamo molti confronti. Hanno partecipato alla scorsa consiliatura e sono stati estromessi dalle decisioni in merito alla composizione della coalizione. Inizialmente volevano appoggiare Sarnataro poi, quando hanno chiesto di incidere sulle alleanze, non sono stati più contattati dal centrosinistra. MugnanoFutura è il nostro futuro interlocutore.

Come mai non siete riusciti ad allearvi con il Pd, seguendo il modello nazionale o quello Pomigliano?

Sarnataro è venuto a dialogare con noi, ma voleva decidere tutto lui. Pierluigi Schiattarella non ha avuto il coraggio di imporsi e fare una scelta netta. Giovanni Chianese ha fatto un passo indietro e si è bloccato il confronto. Avremmo voluto dialogare con un Pd che non partecipasse ad un carrozzone elettorale. Da attivisti abbiamo chiesto di allearci con le liste civiche, per noi, però, restano fondamentali le persone.

In che modo sfiderà un centrosinistra composto da 10 liste?

Quella coalizione è nata dal malcostume. Hanno presentato troppe liste, molte delle quali nate all’improvviso senza una storia di attivismo né associazionismo. Vediamo solo ex consiglieri comunali che vogliono tornare sullo scranno e molti portatori di voti. In passato gli stessi che criticavano Sarnataro, oggi vogliono solamente tornare sul seggio. Credo sia difficile fare la rivoluzione culturale insieme a 10 liste che ti tirano la giacca per 5 anni. Noi siamo persone coerenti e da sempre crediamo nell’acqua pubblica. Sarnataro tentò il colpo di coda di fine consiliatura, presentando una sola società candidata alla gestione del servizio idrico. Le nostre promesse valgono, il centrosinistra, invece, ne ha fatte tante e non le ha mantenute.

Rispetto a 5 anni fa come mai tanti attivisti hanno lasciato il Movimento Cinque Stelle di Mugnano?

C’erano dei mal di pancia e ciò avviene per mancanza di cultura politica. Abbiamo un’attivismo che viene dal basso e che è composto da molte anime. Le fuoriuscite sono frutto di delusione sugli atteggiamenti generali. Il Movimento nazionale non può essere l’esempio da seguire, ma sono i loro esponenti che devono seguire il nostro. Dobbiamo formare dei quadri intermedi e delle segreterie regionali, chiedendo agli esponenti nazionali di confrontarsi con noi. Intanto restiamo sul territorio e tentiamo di recuperare fuoriusciti

Nella vostra lista sono stati candidati mogli, mariti, papà e figlia. Come respingete l’accusa di familismo?

Questa decisione può essere percepita come un fenomeno strano ma non è illecito. Mia moglie mi supporta nell’attività politica e ha voluto candidarsi in prima persona perché è un’attivista. Le altre liste sono formate da 10 candidati consiglieri forti, mentre gli altri sono portatori di voti. Notiamo spesso quest’insofferenza da parte dii cittadini che sostengo un aspirante consigliere, spesso un parente, ma non gli piace il candidato sindaco. A loro chiediamo di fare un disgiunto tra consigliere e sindaco. Il vero familismo è quando un consigliere conferisce un incarico pubblico ad un parente.

La candidatura dei parenti non potrebbe attestare una mancanza dei vostri attivisti?

Noi parliamo alle persone oneste, molte delle quali non si espongono in prima persona. Noi non premettiamo posti di lavoro. A Mugnano contiamo su un grande consenso d’opinione.

La vostra lista è formata da 17 candidati, molti dei quali parenti. Qualora dovesse vincere le elezioni, come formerà la giunta?

Interpellerò gli esponenti della società civile che magari non hanno voluto esporsi direttamente nella battaglia elettorale. Mi fido delle persone che hanno fatto delle battaglie con noi sotto al gazebo. Inoltre possiamo anche fare ricorso a figure tecniche.