Si opera al ginocchio, Filomena muore in ospedale a Napoli dopo 2 giorni

Villa Betania, la struttura dove Filomena ha perso la vita [Foto d'archivio]
Villa Betania, la struttura dove Filomena ha perso la vita [Foto d'archivio]

Ha perso la vita a 65 anni per un problema al ginocchio che le impediva quasi di camminare. Proprio non ne poteva più di quel dolore che alla fine, Filomena, ha deciso di sottoporsi ad un intervento. Dopo una lunga attesa ed i vari slittamenti causa coronavirus, due mesi fa la donna è entrata nella sala operatoria. Qualcosa però è andato storto: la placca metallica era stata regolarmente sistemata nella rotula, ma due giorni dopo Filomena muore mentre i sanitari dell’ospedale Villa Betania avevano già firmato le dimissioni. I familiari si chiedono cosa sia potuto accadere e, per questo motivo, è stata presentata una denuncia per sospetto caso di malasanità alla Procura della Repubblica di Napoli.

Morto per Covid a Napoli, riesumata la salma di Luigi: aveva aspettato 20 giorni per un tampone

Ha perso la vita dopo oltre un mese di agonia, a causa di quel maledetto virus che da mesi sta tormentando il mondo. Luigi Starita, 75enne originario di Piano di Sorrento, è stato ucciso dal Covid-19, ma a far discutere è il fatto che ha dovuto attendere circa 20 giorni per una richiesta di tampone prima di essere trasferito all’ospedale a Sorrento, per poi essere trasferito al Loreto Mare. È inevitabile, a questo punto, che la famiglia dell’anziano si chiede perché non sia stato predisposto un ricovero immediato per il loro parente. E soprattutto se questo abbia potuto influenzare il decesso.

Sta di fatto che la famiglia di Luigi – come raccontato da Il Mattino – ha presentato denuncia e oggi gli inquirenti stanno procedendo con le indagini. La Procura di Torre Annunziata, infatti, riesumerà la Salma di Luigi Starita. Tra gli indagati, riporta il quotidiano, c’è il medico di famiglia, altri nove medici dell’ospedale di Sorrento e tre al Loreto Mare.

Adesso bisognerà verificare se ci sono stati ritardi sulla somministrazione delle prime cure fino ad arrivare agli ultimi due ricoveri ospedalieri.

Positivo al Coronavirus, ma curato con lo sciroppo: Luigi muore in provincia di Napoli

Aveva il Coronavirus ed è stato curato con un po’ di sciroppo. Nessuno dei medici si è preso la briga di applicare la procedura anti-Covid e fargli un tampone. E’ questa l’incredibile storia di Luigi Starita, morto al Loreto Mare dopo 22 giorni di agonia.

Cittadino di Piano di Sorrento, a Luigi Starita non era stata presa in considerazione l’ipotesi Coronavirus. La diagnosi è arrivata infatti post mortem, con un tampone effettuato 4 ore dopo il decesso. Grave l’inadempienza dell’ospedale tanto che, la famiglia di Luigi Starita,  ha chiesto e ottenuto l’apertura di un’inchiesta. La Procura di Torre Annunziata ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche, sia al Loreto Mare sia nell’ospedale di Piano di Sorrento, dove il paziente è stato curato.

Luigi Starita aveva tutti i sintomi del Coronavirus.

Tutti i sintomi riconducibili al Coronavirus quelli di Luigi Starita. Tosse secca, febbre alta e difficoltà respiratorie. Il medico di famiglia, però, aveva voluto tranquillizzare la famiglia. Per lui infatti, non c’erano malati Covid a Piano di Sorrento e così, senza le cure adeguate, il 14 marzo la situazione precipita.  A raccontare la vicenda al quotidiano ‘Il Mattino’ è stata Viviana Starita, la figlia “Mio padre godeva di ottime condizioni di salute, è morto perché non è stato curato“.

Curato con lo sciroppo

Il medico di famiglia gli aveva prescritto, per telefono, Rocefin e Bentelan. Niente tampone, dunque. A quel punto la famiglia avvisa la guardia medica. Poco dopo due sanitari giungono presso l’abitazione ed emettono la loro diagnosi: bronchite. E’ così, Luigi, viene curato con del semplice sciroppo.

Il 19 marzo poi, la situazione precipita ulteriormente. La famiglia chiama l’ambulanza con i sanitari che, come riportato dalla figlia Viviana, non scendono neanche dal mezzo, limitandosi a chiedere alla donna di andare ad acquistare una bombola di ossigeno. Appurato che neanche l’ossigeno fosse efficace, finalmente arriva l’ambulanza che preleva Luigi Starita e lo porta all’ospedale Cotugno. Il 24 marzo il trasferimento al Loreto mare, dove l’uomo arriva in gravissime condizioni. Il 30 marzo, poi, il tragico decesso.