Scoppia focolaio in una di riposo sulla Costiera, oltre 30 anziani positivi

Scoppia focolaio in una di riposo sulla Costiera, oltre 30 anziani positivi
Scoppia focolaio in una di riposo sulla Costiera, oltre 30 anziani positivi

Una vera e propria emergenza quella scoppiata nella casa di riposo San Michele Arcangelo di Piano di Sorrento, dove è scoppiato un focolaio. Su cinquanta anziani, 32 sono risultati positivi al Covid: a questi, se ne aggiungono altri 8 dei 25 dipendenti della struttura. La paura, però, è che la situazione possa addirittura peggiorare nei prossimi giorni.

L’allarme focolaio nella casa di riposo

L’allarme era scattato nella scorsa domenica, quando 2 persone assistite nella casa di riposo, insieme ad un’operatrice, sono risultate positive. Il sindaco del Comune, Vincenzo Iaccarinom aveva allora attivato i protocolli di sicurezza. Così, dopo aver effettuato i tamponi su ospiti e dipendenti, si è scoperto che si sono 32 anziani positivi al Covid su 50 in totale.

Coronavirus nelle carceri di Napoli: 89 positivi a Poggioreale, 65 a Secondigliano [Articolo del 28 novembre]

«Secondo gli ultimi dati raccolti, i detenuti positivi al Covid-19 nella regione Campania sono 158 di cui 89 a Poggioreale su una popolazione di 2091 detenuti, 65 a Secondigliano su 1186 detenuti, 3 a Benevento, 1 a Salerno. I detenuti positivi che si trovano ricoverati presso presidi ospedalieri esterni sono 3, di cui uno in gravi condizioni. Tra polizia penitenziaria, personale amministrativo e sociosanitario ci sono 218 positivi». Lo fa sapere il garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania, Samuele Ciambriello.

«Mentre si consuma la falsa credenza che il carcere sia il luogo più sicuro per non contagiati dal Covid-19 – spiega Ciambriello – l’epidemia, causa sovraffollamento e promiscuità, malattie croniche e ambienti non igienizzati né sanificati, dilaga tra gli ‘invisibilì. Quasi da nessuna parte dispenser nei corridoi o davanti alle celle, poche mascherine. Non vengono distribuiti ai detenuti prodotti igienico sanitari, tra i quali l’amuchina, per sanificare stanze, scale e ambienti. C’è bisogno di darsi una svegliata, dalla politica alla società civile. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha lasciato soli i suoi dirigenti ed operatori penitenziari. Occorrono subito provvedimenti del Governo, delle Procure e dei magistrati di sorveglianza. Il carcere non è una discarica sociale. Occorre superare l’omertà del silenzio e andare oltre le mura dell’indifferenza», conclude Ciambriello.

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