Rischiava sei anni di carcere. E invece se l’è cavata con una condanna decisamente più mite a tre anni e quattro mesi. Questo quanto stabilito dal GIP del tribunale di Napoli per Antonio Cozzolino “Tonino 38”, 23enne napoletano di Barra già coinvolto nel 2023 in un’indagine scaturita da una violenta aggressione a due ragazzi nei pressi un bar in via Petrarca.
Il ragazzo, indicato come uno degli emergenti del clan D’Amico e in particolare vicino al reggente dei Mazzarella Aldo Sartori, fu arrestato per il possesso di una pistola “Stevr” con matricola cancellata e 8 cartucce calibro 40. A far scattare le manette intorno ai polsi di Antonio Cozzolino sono stati i poliziotti del commissariato Pianura, guidati dal dirigente Angelo Iervolino. I suoi uomini, durante il servizio di controllo del territorio nella zona della movida di Bagnoli e Agnano, intervennero in via Scarfoglio, nei pressi di un locale, in seguito a una segnalazione pervenuta alla sala operativa della questura, con cui si segnalava la presenza di una persona armata. I poliziotti, messi immediatamente all’opera, individuarono Cozzolino e lo arrestarono.
La condanna per Cozzolino
Grazie alla strategia difensiva del suo legale, l’avvocato Giuseppe Perfetto, Cozzolino ha ottenuto una condanna soft con esclusione della recidiva e concessione delle attenuanti generiche. Cozzolino balzo agli onori delle cronache nel marzo del 2023 quando fu coinvolto nelle indagini culminate in due arresti e sette indagati a piede libero per il pestaggio ai danni di un ragazzo nei pressi di un bar a Posillipo. Ci fu un litigio tra la vittima che era in compagnia di un amico, che riuscì appena in tempo a scappare all’interno del locale e mettersi al sicuro dietro il bancone, e un gruppo di giovani di Napoli est tra cui ci sarebbe stato “Tonino 38”. Il giovane picchiato era disabile. Le indagini furono condotte dai poliziotti della Squadra mobile della questura con i colleghi del commissariato Posillipo


