Per l’affiliazione alla Nco, Nuova Camorra Organizzata Raffaele Cutolo aveva ideato un apposito giuramento di sangue. Un rito che ricorda quello della ‘punciuta’ di Cosa Nostra o quello del santino di San Michele Arcangelo, formula d’iniziazione alla ‘Ndrangheta. «Battezzo questo locale come lo battezzarono i nostri tre vecchi antenati. Se loro lo battezzarono con ferri e catene, io lo battezzo con ferri e catene. Alzo gli occhi al cielo, vedo una stella volare, è battezzato il locale». Parole riportate nella celebre scena del film di Giuseppe Tornatore in cui ‘o prufessor continua:«Con parole d’omertà, è formata società. Quanto pesa un picciotto? Quanto una piuma sparsa al vento. Cosa rappresenta un picciotto? Una sentinella d’omertà che gira e rigira sette cantoni e che quello che vede e che sente lo porta in ballo alla società».

Eppure quella liturgia dal sapore ancestrale fu scoperta quasi per caso. Il giuramento di affiliazione alla Nco è infatti conosciuto come ‘giuramento di Palillo’ perché fu sequestrato a un camionista, Antonio Palillo, mentre questi entrava nel carcere di Novara. Palillo infatti nascondeva in una tasca una cassetta su cui lo stesso Cutolo aveva registrato la formula di affiliazione: «Il 24 ottobre nel castello mediceo di Ottaviano, sette cavalieri della camorra si abbracciarono in un serio giuramento, raccolsero il sangue dell’onorata società… giuro sul mio onore di essere fedele alla Nco che è nata nel 1970 il 24 ottobre nel castello mediceo di Ottaviano come la Nco è fedele a me».

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