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Il web invaso dai meme realizzati con l’IA, cosa sono le immagini in stile ‘Studio Ghibli’

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Il lancio dell’ultimo generatore di immagini di ChatGPT di OpenAI ha scatenato un vero e proprio fenomeno virale sui social, con una miriade di meme che riproducono scene iconiche nello stile dello Studio Ghibli, la casa di produzione con cui il regista Hayao Miyazaki ha firmato capolavori come Il mio vicino Totoro e La principessa Mononoke.

In poche ore, i social si sono riempiti di versioni reinterpretate di scene famose, tutte rigorosamente in chiave Ghibli. Tra i vari esempi, non è mancato anche il Signore degli Anelli, dando origine a un nuovo termine: “Ghiblification”. Nemmeno la cronaca è stata risparmiata. Dall’omicidio Kennedy al recente incontro di Trump e Zelensky, da una ricostruzione degli attentati dell’11 settembre alle manifestazioni di protesta. Un meme dopo l’altro, il web è ormai invaso.

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Una sfilza infinita di meme che ha divertito il web ma, al tempo stesso, ha suscitato non poche polemiche. In molti hanno sottolineato come sia eticamente scorretto imitare artificialmente uno stile artistico così riconoscibile. Senza parlare poi della questione legata ai diritti d’autore: è legittimo dare in pasto all’intelligenza artificiale milioni di immagini originali coperte da copyright?

La funzione è stata bloccata

Originariamente destinato a essere disponibile gratuitamente sulla piattaforma, lo strumento era poi diventato limitato agli utenti a pagamento.

Ora, dopo giorni in cui il programma ha sfornato meme in tutto il mondo, la funzione sembra essere stata bloccata. Al posto dell’immagine richiesta compare un messaggio: “Non sono in grado di elaborare questa richiesta poiché viola le nostre policy sui contenuti. Sentiti libero di inviare un nuovo prompt e sarò felice di aiutarti!”. Ma cosa vuol dire? Semplice, che probabilmente le linee guida e le politiche sui contenuti sono state aggiornate per non incorrere in ulteriori problemi.

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