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venerdì, Gennaio 21, 2022
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Travolge e uccide 18enne, poi scappa: fidanzata e fratello lo aiutano a nascondere l’auto


Investe un ragazzino di 18 anni in bici e scappa. E’ successo a Corigliano Calabro dove un italiano, 23 enne, ha investito un ragazzino di 18 anni mentre era in bici su una strada isolata e senza luminarie. L’automobilista a causa della precarietà stradale non ha visto il ragazzino e lo ha investito, ma la cosa grave è che dopo l’impatto l’uomo si è dileguato nel nulla, lasciando il ragazzino agonizzante sull’asfalto. Se gli avesse prestato soccorso il ragazzino sarebbe sopravvissuto.

I primi a intervenire erano stati i Carabinieri di Corigliano Calabro, che hanno soccorso il 18enne, residente presso il locale C.a.s., portato in condizioni gravissime al pronto soccorso dell’ospedale di Rossano, dove è deceduto qualche ora dopo per le numerose ferite riportate. L’uomo con l’aiuto della compagna e del fratello ha nascosto l’auto dopo averla lavata.

Ma i carabinieri hanno rinvenuto sul posto alcuni frammenti della carrozzeria che la macchina aveva lasciato durante l’impatto sul posto del sinistro stradale. In particolare hanno rinvenuto alcuni frammenti del porta-targa, di un fanale e di parte della carrozzeria dell’autovettura, da cui si deduceva che si trattava di un veicolo di colore nero. Inoltre dal porta-targa si è riusciti a desumere il nome parziale di una locale carrozzeria dove, a seguito degli accertamenti, è emerso che la macchina era stata recentemente riparata. I militari hanno quindi scoperto che il veicolo del pirata della strada era un’Alfa Romeo 147 di colore nero, il cui titolare era un coriglianese 56enne.

Dopo averlo rintracciato, i militari hanno appurato che l’uomo era estraneo ai fatti e che la macchina era abitualmente utilizzata dal figlio, a cui i carabinieri sono risaliti in poco tempo, fermandolo.
Il giovane, con precedenti per reati in materia del codice della strada, contro la persona ed il patrimonio, messo alle strette ha confessato in lacrime che la notte precedente era stato lui il responsabile del sinistro mortale e che si era dato alla fuga senza soccorrere l’investito.

Inoltre è stato accertato che il ragazzo non aveva agito da solo ma con l’aiuto della compagna e del fratello, che, appresi i fatti, gli hanno fatto nascondere l’auto in un luogo non visibile dell’abitazione, dopo averla lavata.  Il conducente è stato arrestato per il reato di omicidio stradale aggravato.

 

 

 

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