«Io sono quello di sempre», il profilo del ras che voleva annientare i Rinaldi

Umberto Luongo da San Giorgio a Cremano era l’uomo cui era stata demandata la gestione militare dei Mazzarella-D’Amico. E’ quanto si evince dal decreto di fermo nei confronti di 7 esponenti del clan  per l’omicidio di Mignano Luigi avvenuto lo scorso 9 aprile davanti alla scuola Vittorino da Feltre del rione Villa. Ruolo che il ras che si è conquistato sul campo l’appellativo di ‘Uomo nero’ condivideva con Umberto D’Amico ‘o lion, fratello dei Gennarella ossia Gennaro e Salvatore D’Amico, signori di via Nuova Villa. Secondo le ultime informative Luongo condivideva proprio con D’Amico la reggenza della cosca da quando erano stati arrestati sia Francesco Mazzarella che Salvatore Fido. Luongo in particolare viene indicato, e confermato anche dalle intercettazioni, come uno dei più spietati e determinati nell’annientare gli storici nemici dei Rinaldi che condividono proprio con i D’Amico il controllo di una parte del rione Villa (via Sorrento e via Ravello su tutte). Luongo che, secondo indiscrezioni, sarebbe il ‘regista’ delle numerose stese avvenute contro gli uomini di ‘My way’ avrebbe ordinato l’omicidio di Luigi Mignano insieme a D’Amico. La determinazione dei due ras è evidente dal tono di alcune intercettazioni; in una in particolare Luongo ribadisce la volontà di “portare le bombe nel vicariello” (via Nuova Villa bunker del clan) ribadendo il suo ruolo:«Io sono Luongo, la guerra si continua».