HomeCronacaL'alba della faida di Scampia, il superpentito: "Non riuscivamo a spiegarci l'accaduto"

L’alba della faida di Scampia, il superpentito: “Non riuscivamo a spiegarci l’accaduto”

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Non sapevano neanche i capi di chi potevano fidarsi ed in taluni casi non erano certi nemmeno del fatto che l’interlucutore di turno fosse un amico o una spia pronto a tradirlo. E’ quanto viene fuori dai verbali firmati dal collaboratore di giustizia Maurizio Prestieri sentito dagli inquirenti impegnati nella ricostruzione del duplice omicidio Montanino-Salierno, che di fatto dietre il via alla scia di sangue che portò all’assassinio di cento persone tra affiliati, parenti e vittime innocenti.

Prima però ci fu la rottura tra Cosimo Di Lauro ed il gruppo scissionista, come spiegato dallo stesso Prestieri: “Nel gennaio-febbraio 2004, dal carcere esce la notizia che gli Abbinante stanno con Rosario Pariante e quindi si fa comprendere all’esterno ai rispettivi affiliati che si sta costituendo un nuovo clan avverso ai Di Lauro”.

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E’ l’omicidio della vittima innocente di camorra Annalisa Durante ad ingarbugliare ancora di più le carte. La morte della ragazzina di 14 anni, raggiunta alla testa da un proiettile nel corso di una sparatoria tra bande rivali a Forcella, comporta l’allontanamento dalle carceri napoletana di diversi boss, tra cui lo stesso Prestieri, mentre proprio in quel periodo Pariante passa al 41 bis.
E’ in quel periodo che Prestieri non ha il quadro chiaro di cosa stia accadendo all’esterno: “In questa fase Raffaele Abbinante decide di prendere in mano la situazione e ad
insaputa mia e di Pariante decide di fare uccidere Fulvio Montanino e Claudio Salierno.
lo vengo a conoscenza di ciò in quanto ero detenuto ad Avellino con Errico D’Avanzo, ma in celle diverse. Ricordo che la sera ho acceso la tv ed ho appreso la notizia dell’ omicidio e sentita la notizia urlo dalla mia cella a quella di Errico, che non era lontana, essendo io alla 9 e lui alla 12, cosa avevo visto, ma Errico mi zittisce e dice che ne avremmo parlato il giorno dopo. Al passeggio commentavamo l’accaduto che non ci spiegavamo.
Quando scendiamo al processo. Erricuccio parla con Papele (Raffaele Abbinante) e gli chiede spiegazioni e questi con una faccia tosta mi dice che non sa niente scaricando la colpa su Pariante che però in quel periodo era in isolamento. Noi non credemmo ad Abbinante. Da me viene a colloquio mia madre che non sa dirmi molto di più di quanto ho appreso in Tv: invece D ‘Avanzo fa colloquio con il fratello e lui ha più notizie ossia che sono stati visti, quali killer di Fulvio, Angioletto (Arcangelo Abete), Mecchei (Gennaro Marino) e Vettorio (Enzo Notturno) e Omissis. Queste cose erano state viste da ragazzi del terzo mondo”.

“Gli assassini erano a volto scoperto in quanto erano stati riconosciuti, i killer erano a bordo di due moto, tranne Omissis che era in una macchina – ha spiegato ai pm Prestieri – Non so chi dei quattro sparò. Inoltre i killer ebbero una facile via di fuga essendo le Case Celesti vicine al Terzo Mando dove avvenne l’agguato”.

 

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