Da sinistra Francesco Iadonisi, Cosmo Iadonisi e Flavio Di Lorenzo

Hanno rimediato condanne che, sommate tra loro, superano i quarant’anni di carcere. Nonostante sia stata esclusa per loro l’aggravante della finalità mafiosa. E’ arrivata due giorni fa la sentenza di primo grado per i presunti capi del gruppo Iadonisi del rione Lauro di Fuorigrotta: la pena più alta quella per Francesco Iadonisi, condannato a vent’anni; seguono la condanna a otto anni per il genero Flavio Di Lorenzo e di 13 anni e sei mesi per il figlio Cosmo Iadonisi. In sede di requisitoria il pubblico ministero della Dda aveva chiesto per i tre ras condanne ancora più severe (leggi qui l’articolo): 24 anni di reclusione per Iadonisi senior, 16 anni per il figlio e per Di Lorenzo. L’esclusione dell’aggravante potrà essere il tassello su cui baserà la difesa in appello il legale dei tre, l’esperto avvocato Paolo Gallina.

I pentiti che inchiodano gli Iadonisi

Grazie ad una fitta rete di intercettazioni gli inquirenti sono riusciti a ricostruire la fitta rete di spaccio organizzata dal gruppo mentre, grazie alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, si è capito un po’ di più quali siano gli assetti nell’area flegrea. Tra i primi a parlare degli Iadonisi l’ex boss di Pianura Pasquale Pesce in un verbale del novembre 2017. Pesce ha parlato in particolare della rottura tra il rione Lauro e Gennaro Cesi:«Con Iadonisi e questa persona parlammo della situazione a Fuorigrotta. Dopo un po’ di tempo c’è stata una rottura tra loro. Genni era appoggiato dalla 99 mentre Iadonisi era appoggiato da Puccinelli e precisamente da Franco detto ‘o nano. Iadonisi era il capo del clan  e mi presentò il suo socio Genni come persona a cui fare riferimento a Fuorigrotta in caso di necessità e  chi dovevano rivolgersi loro a Pianura. A Fuorigrotta non c’erano affari di droga di un certo rilievo come invece a Pianura e al rione Traiano».

Le rivelazioni di Genny Carra sugli Iadonisi

Anche Genny Carra, l’ex ras dei Cutolo della 44, ha rilasciato importanti dichiarazioni sul gruppo del rione Lauro e sulla rottura tra questi e Cesi:«Fino al 2015 a Fuorigrotta c’era solo il clan Iadonisi. Gennaro Cesi era un affiliato, il capo era invece Francesco. Dal 2015 Cesi ha creato un proprio clan. I due gruppi si dividono ora la zona di Fuorigrotta. Cesi controlla la zona del Serpentone dove si trova il basso di Antonio Volpe. Iadonisi attualmente ha la base nel rione Lauro, dove si riuniscono e dove si trova la piazza di spaccio, mentre controlla anche altre zone di Fuorigrotta. Fuorigrotta è un quartiere dove vi sono lucrose attività illecite. Ad esempio il ricavato delle estorsioni del mercatino è diviso tra il clan Cesi e il clan Iadonisi. Quando si giocano le partite al San Paolo pagano a titolo di estorsione sia a Cesi che a Iadonisi i venditori delle bancarelle di sciarpe, i venditori ambulanti con i furgoni per la vendita di panini, i parcheggiatori abusivi, i bagarini. Ciascuno paga 10 euro. Tra gli affiliari al clan Iadonisi riconosco Mino, figlio di Francesco e Flavio Di Lorenzo, il genero di Francesco».

 

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