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lunedì, Luglio 15, 2024
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Marzia Capezzuti torturata e uccisa, condannato anche il figlio 16enne

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La procura ha condannato a 16 anni di carcere il figlio minorenne di Barbara Vacchiano e Damiano Noschese per aver partecipato attivamente all’omicidio di Marzia Capezzuti, la 29enne milanese ritrovata senza vita a Pontecagnano.

Secondo il Tribunale dei Minori, il ragazzo, di soli 15 anni, avrebbe agito seguendo le direttive dei genitori, risultando così complice in un crimine che ha scosso l’intera comunità.

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La prova determinante per la condanna del minore è stata un video inviato alla sorella, in cui raccontava dettagliatamente come Marzia era stata strangolata. Nel video, senza audio, gli esperti hanno analizzato il labiale del ragazzo, che in dialetto avrebbe detto: “L’amm affugat, ovvero “L’abbiamo affogata“, riferendosi allo strangolamento della vittima. Ulteriori gesti nel video suggeriscono anche l’uso di acido sul corpo di Marzia.

Marzia Capezzuti, il tragico epilogo

Marzia Capezzuti era giunta a Pontecagnano per amore. Dopo la morte del fidanzato, la sua vita è diventata un inferno. Considerata fragile e affetta da disturbi psichici, Marzia è stata vittima di sevizie inimmaginabili: costretta a dormire legata in una cantina, picchiata e marchiata a fuoco con le iniziali BV di Barbara Vacchiano. Inoltre, le avevano sottratto i soldi della pensione, aggravando ulteriormente la situazione.

Il 6 marzo di due anni fa, alla vigilia del suo 29esimo compleanno, Marzia viene portata via da casa. Da quel momento non si hanno più sue notizie. Solo sette mesi dopo, le forze dell’ordine hanno ritrovato il suo corpo in un casolare abbandonato a Montecorvino Pugliano, nascosto lì all’insaputa degli attuali proprietari, gli eredi di un uomo deceduto da tempo.

La condanna del figlio minorenne della coppia chiude un capitolo terribile di una vicenda che ha lasciato un segno indelebile. La sorella del ragazzo, Annamaria, è stata fondamentale nel fornire agli investigatori il video che ha incastrato il giovane, dimostrando il suo coinvolgimento nell’atroce omicidio.

L’atrocità del delitto e la sofferenza di Marzia Capezzuti sono emersi in tutta la loro crudezza. Ora, con le prime sentenze, la giustizia inizia a chiudere questo capitolo buio, portando un po’ di luce sulla memoria di Marzia.

 

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