A distanza di oltre un anno dal clamoroso arresto in flagranza avvenuto il 18 febbraio 2025 ad opera del Nucleo Investigativo – Terza Sezione del Comando Provinciale dei Carabinieri, arriva la prima svolta giudiziaria nell’inchiesta sul traffico di stupefacenti tra Napoli e Caserta. La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere aveva avanzato richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli imputati coinvolti nel blitz che portò al sequestro di un ingente quantitativo di droga. Tuttavia, la difesa di Michele Carbone ed Ernesto De Felice, rappresentata dall’avvocato Marco Antonio Cioffi, ha scelto di procedere con rito abbreviato, sostenendo l’assenza di elementi concreti in grado di sostenere l’accusa in giudizio.
Secondo il legale, infatti, l’impianto accusatorio si basava su elementi meramente indiziari, privi di riscontri oggettivi a carico dei propri assistiti. La difesa ha inoltre contestato anche la configurabilità del concorso nei reati contestati. Il procedimento è approdato dinanzi al GUP, dottoressa Mennella, che, dopo una lunga camera di consiglio protrattasi fino a tarda sera, ha accolto integralmente la tesi difensiva. Il giudice ha emesso sentenza di assoluzione con formula piena “per non aver commesso il fatto” non solo per Carbone e De Felice, ma anche per Maria Grimaldi.
Unico verdetto di condanna è stato pronunciato nei confronti di Giuseppe Giordano. Per lui, a fronte della richiesta della Procura di sette anni di reclusione, è stata inflitta una pena di sei anni e due mesi.
Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Cioffi, che ha sottolineato come i propri assistiti abbiano sempre dichiarato la loro totale estraneità ai fatti sin dal momento dell’arresto. “Un esito che ristabilisce la verità”, avrebbe commentato il legale. Si attendono ora le motivazioni della sentenza, che verranno depositate entro novanta giorni.
Il blitz e il sequestro record
L’operazione che aveva dato il via al procedimento giudiziario aveva portato allo smantellamento di un presunto gruppo criminale attivo nel traffico di droga tra Napoli e Caserta. I carabinieri avevano arrestato in flagranza tre uomini della provincia di Napoli e una donna di Castel Volturno.
Nel corso della perquisizione di una villetta proprio a Castel Volturno, i militari avevano rinvenuto ben 750 chilogrammi di stupefacenti: 745 kg di hashish e 5 kg di marijuana, nascosti sotto un telone nel cortile dell’abitazione. La droga, confezionata in panetti e pacchi, avrebbe potuto fruttare circa tre milioni di euro se immessa sul mercato al dettaglio. Durante il blitz erano stati inoltre sequestrati 60 grammi di cocaina, dosi già pronte per il trasporto tramite “ovulatori”, oltre a diciannove proiettili di vario calibro e un caricatore di pistola. Un’operazione che, all’epoca, era stata definita un duro colpo al narcotraffico nell’area a nord di Napoli, già interessata pochi giorni prima dal sequestro di oltre 80 chilogrammi di cocaina sulla circonvallazione esterna di San Pietro a Patierno.
Oggi, a distanza di mesi, il quadro giudiziario ridisegna in parte quella ricostruzione iniziale, segnando un punto importante nel percorso processuale.


