Sospeso lotto di vaccini Astrazeneca
Sospeso lotto di vaccini Astrazeneca

Due decessi dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca, a Napoli e in provincia, ma in nessuno dei due casi era stata somministrata una dose del lotto ‘sospetto’ bloccato oggi dall’Aifa in tutta Italia. Per Annamaria Mantile, 62 anni, docente napoletana, l’autopsia ha già chiarito che la morte è stata provocata da un infarto intestinale e non aveva legami con la vaccinazione.

Nel caso di Vincenzo Russo, 58 anni, residente ad Afragola e dipendente di una scuola a Casalnuovo, l’autopsia sarà eseguita nei prossimi giorni; l’uomo aveva ricevuto lunedì scorso il vaccino alla Mostra d’Oltremare e successivamente ha accusato un malore che lo ha portato al ricovero e, ieri, alla morte. Sia la vaccinazione della docente che quella di Russo sono avvenute, si apprende da fonti della Asl Napoli 1, in un periodo successivo ai giorni di febbraio in cui sono state impiegate le dosi del lotto ABV2856.

PREOCCUPAZIONE SUL LOTTO ASTRAZENECA

Un numero seriale – apparentemente anonimo – che allarma tanti vaccinati in tutto il Paese, decine di migliaia di dosi già somministrate e altrettante ritirate prima di essere inoculate. Aumenta con il passare delle ore il rischio che la psicosi prevalga sulla fiducia, dopo i tre casi sospetti dovuti alla morte di persone che da poco si erano vaccinate con il siero di AstraZeneca.

Sotto osservazione c’è in particolare il lotto con la sigla ABV2856, che riguarda complessivamente 500mila dosi (commercializzate sia in Italia che in Europa), di cui è stata ora sequestrata dai Nas la parte non ancora utilizzata.

ALLARME TRA I PROFESSORI CAMPANI

Quella partita di vaccini era stata destinata in gran parte a personale scolastico e forze dell’ordine, soprattutto la scorsa settimana e all’inizio di questa ma – dopo la notizia dello stop disposto dall’Agenzia italiana del farmaco – la reazione a catena dei dubbi ha raggiunto in poche ore i centralini di Asl e centri vaccinali in tutta Italia, con centinaia di telefonate in diverse regioni. “A chiamarci sono pazienti fragili, che chiedono di essere rassicurati anche sulla somministrazione del vaccino Pfizer, oltre a varie richieste di annullamento in generale o gente che chiede semplici informazioni. Non sappiamo quanta gente domani si presenterà per le inoculazioni”, spiegano perplessi alcuni medici dell’hub di Catanzaro. Stessa situazione in tante altre strutture, dove i Centri e le aziende sanitarie locali spiegano comunque che chi ha il certificato con quel numero seriale dovrà comunicare l’evento avverso al proprio medico, farmacista o sulla piattaforma nazionale Vigifarmaco. Presa d’assalto anche questa.

“Evitare la seconda dose” è invece una delle frasi più frequenti che gira sui gruppi di chat dei prof di varie scuole. Come quelle in Campania, dove diversi docenti sono allarmati. In molti – tra questi diverse persone segnalano effetti collaterali come nausea, vertigini, eruzioni cutanee e mal di pancia – mostrano il proprio certificato vaccinale con lo stesso codice del lotto e chiedono allarmati delle spiegazioni a presidi, Asl e medici di base. C’è anche chi, tra i vaccinati, azzarda rimedi fai-da-te come l’assunzione di eparina, tachipirina o altri farmaci. “Ma c’è chi non ci risponde al telefono e addirittura delle guardie mediche che ci hanno detto di rivolgerci altrove”, spiegano alcune persone che dicono di aver “avvertito sintomi avversi”. In diversi casi i medici hanno ricordato ai pazienti che avevano firmato un consenso informato in cui si dichiarava di “aver compreso i benefici ed i rischi della vaccinazione” e che “qualora si verificasse qualsiasi effetto collaterale c’è la responsabilità di informare immediatamente il proprio medico curante e seguirne le indicazioni”.  (ANSA)

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