Morto detenuto di Secondigliano, aveva avuto il Covid: sciopero della fame a Poggioreale

«Indulto doveroso», l'appello del Garante dei detenuti di Napoli dopo i focolai Covid nelle carceri in Campania
«Indulto doveroso», l'appello del Garante dei detenuti di Napoli dopo i focolai Covid nelle carceri in Campania

Un nuovo decesso tra i detenuti in Campania. Nella giornata di ieri è morto Mario Riccio, 70 anni della provincia di Crotone, rinchiuso da due anni al carcere Pasquale Mandato di Secondigliano perchè riconosciuto colpevole di reato associativo. L’uomo era ricoverato da un mese all’ospedale Cardarelli a seguito dell’infezione da Covid e al progressivo peggioramento delle sue condizioni.

I casi nelle carceri campane tra detenuti e personale

La morte di Riccio arriva a una settimana di distanza da quello di un altro detenuto, Giuseppe I., di 68 anni, rinchiuso in al Giuseppe Salvia di Poggioreale e ricoverato all’ospedale Cotugno dove poi è spirato. Da tempo i garanti regionali, del Comune di Napoli e delle altre province campane stanno lanciando diversi appelli anzitutto al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e attraverso incontri come quelli con i prefetti di Napoli e Caserta, affinchè si faccia di più per tutelare i detenuti delle carceri campane dove il contagio in questa seconda ondata si è diffusa a dismisura. I dati del contagio aggiornati a ieri sera parlano di 752 positivi nelle varie carceri italiane, 192 in Campania. Di questi, 100 a Poggioreale, 84 a Secondigliano, 5 a Benevento, 2 Salerno e 1 a Santa Maria Capua Vetere. Sono 3 i detenuti positivi al Covid ricoverati in ospedale: uno al Cardarelli, uno al Cotugno e uno all’ospedale di Benevento. Alti i numeri di positivi anche tra gli agenti di Polizia penitenziaria, personale amministrativo e socio-sanitario. Sempre con l’aggiornamento a ieri seri, nelle varie carcere italiane i positivi in queste categorie sono 804, 225 di questi in Campania. Tra le proposte inoltrate al Governo dei garanti condivise dai parroci delle varie pastorali carcerari e dalle associazioni dei parenti dei detenuti ci sono: arresti domiciliari per chi ha da scontare in cella soltanto un anno di pena. Braccialetto elettronico per i detenuti che devono scontare da 2 a 1 anno. Arresti domiciliari per i detenuti con una pena residuale di 6 mesi, anche per quelli condannati con reati ostativi e cure al di fuori delle carceri per chi ha malattie croniche. Predisporre reparti nelle carceri in grado di garantire l’isolamento alle persone detenute positive al Covid.

La preoccupazione, lo sciopero della fame e il sit-in

La preoccupazione mista a tensione è così alta che alcuni detenuti del padiglione Firenze a Poggioreale positivi al Covid (circa 30 gli infetti) annunciano per oggi l’inizio dello sciopero della fame. A confermarlo è Samuele Ciambriello, garante regionale dei detenuti. «Ho parlato nelle scorse ore attraverso una videochiamata con 4 di questi ospiti di Poggioreale positivi al Coronavirus avvertendo la loro pesante paura di non essere sufficientemente tutelati. Hanno annunciato perciò uno sciopero della fame”.

Intanto per domani gli aderenti alla onlus “Il Carcere Possibile’’, presieduta dall’avvocatessa Anna Maria Ziccardi, il garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello, quello del Comune di Napoli Pietro Ioia e don Franco Esposito della pastorale carceraria di Poggioreale si ritroveranno dinanzi il Palazzo di Giustizia di Napoli in piazza Enrico Cenni per sensibilizzare, ancora una volta, l’opinione pubblica sulla situazione del contagio da Coronavirus nelle carceri che rischia di degenerare come già successo la scorsa primavera durante la prima ondata.