A Napoli i proprietari delle auto abbandonate e destinate alla demolizione dovranno sostenere un nuovo costo di 95,03 euro. La Giunta comunale ha infatti istituito la tariffa per il rilascio dell’attestazione di inutilizzabilità dei veicoli fuori uso, documento necessario nell’ambito della procedura che porta alla cancellazione del mezzo dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA).
La novità nasce dall’applicazione della Legge 14 del 26 gennaio 2026, che ha introdotto nuove regole per la cancellazione dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo, consentendo agli enti locali di determinare le relative tariffe.
La procedura riguarda esclusivamente i veicoli iscritti al PRA rinvenuti dagli organi pubblici e non reclamati dai proprietari oppure acquisiti per occupazione. Dopo il ritrovamento, il Comune comunica al proprietario l’attestazione di inutilizzabilità entro sette giorni. Se entro 60 giorni non viene presentata opposizione, l’amministrazione può procedere alla rimozione del mezzo, alla demolizione e alla cancellazione dal PRA, anche in presenza di un fermo amministrativo.
Nei casi in cui il veicolo rappresenti un pericolo per la sicurezza pubblica, la circolazione o l’ambiente, la rimozione può avvenire immediatamente, senza attendere i termini ordinari.
Secondo le indicazioni operative del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un veicolo può essere dichiarato inutilizzabile quando presenta gravi carenze strutturali o meccaniche, come l’assenza del motore o delle ruote, danni che ne impediscono la circolazione, un evidente stato di abbandono oppure la presenza di sostanze potenzialmente inquinanti.
La tariffa di 95,03 euro è stata fissata dal Comune per coprire i costi amministrativi e tecnici della procedura, comprese le attività di istruttoria, i sopralluoghi, il personale impiegato e il rilascio dell’attestazione. Il provvedimento, approvato con la delibera di Giunta n. 261 del 4 giugno su proposta dell’assessore Antonio De Iesu, consentirà inoltre di generare entrate stimate in circa 40 mila euro l’anno, sulla base di circa 420 pratiche previste annualmente.


