«Non è più quello di prima», la spaccatura tra Cesi e gli Iadonisi

La spaccatura tra Francesco Iadonisi e Gennaro Cesi era risaputa da tempo negli ambienti investigativi. C’è però un particolare contenuto nelle 119 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Luana Romano che ‘spiega’ l’origine di tali contrasti. E a rivelarlo è, suo malgrado, proprio uno dei protagonisti, Gennaro Cesi, che aveva una cimice piazzata nella sua abitazione. Grazie a quella gli investigatori sono riusciti a capire cosa è successo tra i due ex alleati, particolare questo confermato poi dai pentiti. Il suo interlocutore Gino parla con Cesi degli affari di droga e ipotizza un riavvicinamento tra i due gruppi. La risposta del ras di via Caio Duilio è però perentoria:

««E no! Mo’ stanno il padre e il figlio carcerati, la situazione attuale a Fuorigrotta oggi
non è buona Gino. Allora dico io, io e Francuccio stiamo stati, siamo ancora fratelli, però Francuccio non è più Francuccio di prima, diciamo perché si è fatto accavallare dal figlio. Mo dico io no, stai carcerato, qualsiasi cosa “abbranchi” bene o male.L’unica cosa che doveva fare, almeno questo avrei fatto io, mi doveva mandare una lettera, una imbasciata a dire
Genny, noi teniamo fatto un percorso insieme, per dire oggi comunque lascia stare quello che è successo. Oggi stai tu, pigliati tutta la gestione. Comunque dobbiamo mantenere le famiglie. A me ad oggi questa imbasciata non è arrivata, però mi sono mandato a chiamare il genero, perché è rimasto il “piecoro” Flavio (il riferimento è a Flavio Di Lorenzo, ndr), non so se lo sai. Io me lo mandai a chiamare dissi mo fatti le feste però dopo le feste vieni che parliamo un poco. Gino ma onestamente, chi è Flavio per stare a Fuorigrotta diciamo che tenesse la posizione del cinquanta per cento dentro al rione Lauro».

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