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Le strategie dei clan dietro la bomba a don Patriciello e alle minacce al comandante Chiariello

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Utilizzare intimidazioni eclatanti per far ricadere la colpa sui clan rivali, facendo partire le indagini della DDA di Napoli. Sarebbe stata questa la strategia delle fazioni del clan della 167 di Arzano dietro le minacce al comandante della polizia municipale di Arzano, Biagio Chiariello, del 7 marzo 2022, e alla bomba piazzata fuori la chiesa di don Maurizio Patriciello del 12 marzo 2022 a Caivano. I retroscena sono stati svelati proprio dall’ex boss Pasquale Cristiano nei verbali in cui ha ricostruito lo scontro con il gruppo guidato dal capoclan Giuseppe Monfregolo. I dettagli sono contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale su richiesta della Procura di Napoli, guidata da Nicola Gratteri.

Il manifesto contro il comandante Biagio Chiariello ad Arzano

«Nel periodo di difficoltà mio cognato (Vincenzo Mormile) non mi ascoltava e faceva di testa sua. Io ero in carcere e cercavo una strategia per indebolire i Monfregolo. A quel punto, sapendo che il comandante dei vigili urbani era reattivo e determinato, organizzai la cosa del manifesto funebre e sono anche molto dispiaciuto del fatto che il comandante oggi abbia la scorta; non volevo minacciare lui, ma far crescere la pressione sui Monfregolo. Avevo convinto anche mio cognato, dicendogli che otteneva pochi risultati sparando e facendo le “stese” a Frattamaggiore. Dal carcere contattai su Instagram A.D.C., di Orta di Atella, che appoggiava già mio cognato, custodendogli le armi utilizzate per le stese. Gli dissi di preparare il manifesto funebre e la ghirlanda di fiori. Lui fece il manifesto prendendo la foto su Internet. Non so dove abbia fatto fare il manifesto e gli dissi che era meglio che ci andasse lui in quanto non conosciuto ad Arzano. La reazione dei Monfregolo fu quella di mettere la bomba al parroco», ha spiegato l’ex capoclan della 167.

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La bomba piazzata fuori la chiesa di don Patriciello a Caivano

«Si tratta di un’iniziativa dei Monfregolo che volevano far ricadere la colpa sui Ciccarelli che stavano appoggiando me. Volevano creare confusione, e quindi problemi, sul territorio di Caivano. L.P. aveva appuntamento con i Ciccarelli al Parco Verde e trovò in una loggia Giuseppe Monfregolo, Davide Pescatore, Salvatore Lupoli, Raffaele Monfregola e altre persone. A quel punto si trovò in difficoltà G. C., lo invitò ad appartarsi e gli disse che erano venuti a trovarlo da Arzano in quanto lui era stato detenuto con Giuseppe a Poggioreale. Dopo aver visto L.P., riconosciuto da Davide Pescatore, i Monfregolo capirono che non potevano essere alleati con il Parco Verde e chiesero di parlare al telefono con “Caciotta” che però, tramite il nipote, gli fece dire che non voleva parlare con nessuno e che loro dovevano andare via da Frattamaggiore. Dopo questi episodi è stata messa la bomba», ha dichiarato il collaboratore di giustizia Cristiano ai magistrati nel novembre 2022.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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