Offese ai capi della Scissione:«Li derise durante un concerto in piazza»

Fu la fase più acuta della prima faida, quella che vide incrinarsi lo strapotere del clan Di Lauro ad opera degli Scissionisti. Una guerra dove, a pagare con la vita, il più delle volte erano le seconde linee dei due gruppi, quelli legati per un motivo o per un altro ai capi. Accadde così a Gaetano De Pasquale cugino del boss Paolo Di Lauro. Tra gli omicidi riportati nell’ultima ordinanza di custodia cautelare eseguita dagli uomini della squadra mobile a carico di 12 indagati c’è anche quello di ‘Spasiello’. Quest’ultimo era il cugino di Paolo Di Lauro e conosceva tanti segreti del clan.

Venne sequestrato e poi ucciso dagli scissionisti, con modalità particolarmente efferate, per il timore che si riveli una spia di Di Lauro, capace di indicare ai gruppi di fuoco del Terzo Mondo i covi degli avversarsi. Il cugino di Di Lauro fu legato ad una sedia ed interrogato per ore. Pagano offrì una possibilità di salvezza all’uomo: se avesse parlato e svelato i segreti del clan di Mezzo all’Arco, sarebbe stato riempito di soldi e trasferito in America, senza più far ritorno a Secondigliano. Niente di più falso, visto che dopo aver ‘cantato’, De Pasquale fu affogato ed il suo corpo abbandonato nel giuglianese. Spasiello addirittura durante dei concerti di neomelodici al Terzo Mondo si era preso beffa dei capi scissionisto. Una morte che rimanda a quella poi interpretata da ‘o track in Gomorra. A parlare della brutalità di quel delitto è stato Carmine Cerrato:«Gli furono distese le braccia, allontanandole dal collo, mentre Mauriello (Ciro Mauriello) continuava a stringergli il filo intorno al collo, io gli mantenni per un momento la mano sinistra, perchè Lucio Carriola disse ‘Lascia me la vedo io’. Non ricordo chi dei presenti mise un cuscino sulla faccia di Spasiello per accelerare il soffocamento, questo sempre su ordine di Raffaele Amato che dirigeva l’azione omicidiaria nella sua dinamica»