HomeCronacaOmicidio a Sant'Antimo, la reazione del ras Ranucci: "Hanno sparato"

Omicidio a Sant’Antimo, la reazione del ras Ranucci: “Hanno sparato”

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L’omicidio di Antonio Bortone ha permesso di incastrare il reggente Domenico Lillì Ranucci che è stato accusato di aver tenuto in casa un’arma e diverse munizioni. Tutto è iniziato la sera dell’otto marzo 2023 quando un commando è entrato in azione tra le palazzine a Sant’Antimo esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco.

Un’ora dopo l’agguato, Ranucci è stato intercettato grazie alla cimice piazzata nel suo garage. “Hanno sparato a Mario!… Mario e Antonio… Mo’ non so se è una rapina quello che sappiamo… Me la puoi posare da… Vedi che sta la botta in canna”, avrebbe detto Lillì ad una sua parente. Il 37enne avrebbe sospettato del coinvolgimento dei Verde nell’agguato.

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Il giovane di Frattamaggiore fu lasciato riverso a terra nel cortile del complesso residenziale di via Solimene mentre D’Isidoro si salvò. Fondamentale per il ferito è stato un borsello indossato a tracolla che deviò la traiettoria di alcuni proiettili. Dopo un breve ricovero all’ospedale di Aversa, il 26enne fu poi dimesso.

Il blitz contro la camorra di Sant’Antimo 

Stamattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della DDA, nei confronti di 14 persone. Sono state 13 le persone sottoposte alla misura della custodia in carcere e una agli arresti domiciliari.

Omicidio di camorra a Sant’Antimo, pene ridotte in appello per i killer

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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