Omicidio del piccolo Giuseppe a Cardito, alla sbarra il killer e la mamma: parte il processo

E’ previsto per il 30 settembre l’inizio del processo per l’omicidio del piccolo Giuseppe Dorice, massacrato di botte a Cardito dal convivente della madre. È stata la Procura di Napoli nord – come riporta Leandro Del Gaudio su Il Mattino – ad ottenere il giudizio immediato a carico di Tony Badre Essobty e di Valentina Casa, ritenuti responsabili di due vicende gravissime: il tunisino risponde del delitto del bambino di soli sei anni, ma anche del ferimento – sempre a colpi di calci e pugni – della sorellina Noemi; Valentina Casa invece è imputata dinanzi alla Corte di assise per non aver impedito le violenze del compagno contro i figli, per aver assistito in modo inerme al regime di violenza imposto ai due bambini.

Le maestre sapevano tutto

 

Dall’ordinanza che ha portato all’arresto anche di Valentina emerge un quadro di omertà anche nell’ambiente scolastico. Le maestre sapevano delle violenze ma non hanno mai fatto e detto nulla. Anzi, prima di essere ascoltate dalla polizia negli attimi dopo l’omicidio, si mettevano d’accordo su quale versione dare, ma non sapevano di essere intercettate. I piccoli erano andati a scuola con evidenti segni di botte. “Perché voi non avete mai detto niente?”, hanno chiesto gli inquirenti alle maestre.
Nell’ordinanza c’è un episodio risalente al gennaio 2019. La bambina era arrivata a scuola con una medicazione all’orecchio a seguito di una profonda ferita. Qualche mese prima, a novembre, la bimba era arrivata con le labbra gonfie. La bambina non veniva curata né lavata, i vestiti puzzavano di muffa, spesso aveva lividi: tutte osservazioni non risalenti all’ultimo periodo ma anche a diversi mesi prima.