Un colpo alla nuca e cadavere nel lenzuolo, ‘sicc ‘e penniell’ ucciso da killer professionisti

Domenico Gargiulo

Un colpo solo alla nuca, un’esecuzione vera e propria. Poi il corpo è stato caricato nel cofano dell’auto e la vettura abbandonata lì, in via Zuccarini a Scampia. Sono tanti i misteri sull’ennesimo omicidio di Domenico Gargiulo, che pare abbia tutti i crismi dell’agguato di camorra. Domenico Gargiulo detto ‘sicc e penniell’ chiamato così per il fisico atletico, sgusciante, simile a un pennello.Era sfuggito ad altri agguati. Sembrava l’immortale. Sul suo braccio un tatuaggio: 15 ottobre 2012.

Il cadavere è stato rinvenuto avvolto in una coperta e con il capo sanguinante coperto da un asciugamano. Una vera e propria esecuzione fatta da killer professionisti per evitare tracce. Probabilmente la vittima è stata

Una sparizione insolita. Denunciata sin da subito dai familiari di Domenico Gargiulo, il 28enne ritrovato ieri pomeriggio senza vita in una Ford in via Zuccarini a Scampia. Il suo passato, la sua precedente militanza nel clan Marino e quell’agguato a cui scampò sette anni fa (e in cui perse la vita l’innocente Lino Romano) hanno allarmato gli uomini del commissariato Scampia che si sono messi alla ricerca di possibili tracce che potessero ricondurli a ‘Sicc e penniell’. E’ stata in particolare la sorella dell’uomo a far temere il peggio.

Gargiulo, secondo indiscrezioni filtrate in ambienti investigativi, sarebbe stato freddato con un solo colpo alla nuca: nessuna conferma finora anche perchè la Dda (intervenuta subito sul luogo del ritrovamento) ha imposto il silenzio temendo forse possibili allarmismi per la ripresa della faida che nei quartieri dell’area nord ha scatenato più di una mattanza. Si cerca di capire quali fossero le ultime frequentazioni di Gargiulo e eventuali collegamenti con l’omicidio di Gennaro Sorrentino, il 51enne ucciso sull’Asse mediano sabato scorso. Al momento c’è un solo elemento che lega la morte dei due uomini: Gargiulo in passato era finito nel mirino degli Abete-Abbinante quando quest’ultimi erano in guerra con la Vanella Grassi, i Marino e i Leonardi. Proprio Antonio Leonardi è cognato di Sorrentino, ucciso sabato, e attuale collaboratore di giustizia. Un solo collegamento che però ha spinto le forze dell’ordine a verificare eventuali legami. Gli Abete sono tutti dentro mentre molti ‘pezzi da novanta’ degli Abbinante sono fuori: in queste ore sono in corso verifiche. L’obiettivo è scongiurare una nuova guerra.