È stata effettuata oggi, al Secondo Policlinico di Napoli, l’autopsia sul corpo di Lorenzo Spasiano, il 21enne ucciso con un colpo di pistola davanti alla sua abitazione in via Caprera a Miano. Al momento, dall’esame autoptico non sono emersi ulteriori elementi rispetto a quanto già noto sull’agguato in cui ha perso la vita il giovane carpentiere. I funerali di Lorenzo dovrebbero tenersi sabato mattina nella chiesa di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e San Gerardo a Miano.
“Vogliamo giustizia per Lorenzo”, l’appello dei fratelli del 21enne Spasiano
Francesco ha parlato della quotidianità e dei sogni del fratello Lorenzo Spasiano: “Questi sono i suoi attrezzi, quelli con cui andava a lavorare in cantiere tutte le mattine come carpentiere. Questo era mio fratello. Dobbiamo scendere in piazza per il futuro dei giovani: svegliamoci, non facciamolo solo per il Napoli Calcio. Ero a Ibiza quando sono stato avvisato dai miei amici, da mio suocero e da mio padre; ci siamo tutti fermati per Lorenzo. Siamo persone oneste, come la maggior parte dei napoletani. Otto anni fa mio cugino, Raffaele Perinelli (leggi l’approfondimento), è stato un’altra vittima. Chi ha ucciso mio fratello è un fallito. Siamo cresciuti in un quartiere difficile, frequentando ogni tipo di persona, ma i nostri genitori ci hanno trasmesso valori sani. Tre mesi fa c’era stata una piccola lite con una colluttazione durante una partita, ma Lorenzo non era impaurito. L’ultima parola che ha pronunciato è stata ‘mamma’. Aveva registrato una canzone e me l’ha mandata. L’uomo vero si scusa quando sbaglia, non uccide. Ragazzi, crescete con i sani principi dei vostri genitori e chiedete aiuto se siete in difficoltà. Non riesco a credere che un minorenne possa aver ucciso abitando a cinquanta metri da casa mia“.
“Lo vedevo un po’ preoccupato negli ultimi giorni, voleva venire con me a Milano. Quella notte aveva ricevuto una chiamata ed era uscito di nuovo. Vogliamo la certezza della pena. Si svegliava la mattina presto per andare al lavoro, era socievole, scriveva e incideva canzoni perché il suo sogno era fare il rapper. Spero che l’autore dell’agguato si consegni alla giustizia“, ha dichiarato l’altro fratello, Silvano.
Il tragico parallelo con Raffaele Perinelli, cugino di Lorenzo
Sognava una vita normale, anzi un futuro da calciatore, ma un tragico destino lo ha fatto morire a 21 anni per una coltellata sferratagli durante una lite. Raffaele Perinelli, un bravo ragazzo senza nessun precedente penale, è morto così l’ottobre del 2018 al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Il suo assassino, un 31enne con il quale aveva avuto spesso diverbi per futili motivi, si è costituito.
Aveva iniziato a giocare nelle giovanili del Sant’Agnello, due anni fa aveva militato nel Gragnano e poi nella Turris. Era considerato un buon terzino sinistro, e militava nella squadra del suo quartiere, la Asd Miano.


