Omicidio Materazzo. Luca pronto a battersi al processo per la sua innocenza

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Sono trascorsi quattordici mesi dal delitto di viale Maria Cristina di Savoia. Non si arrende Luca Materazzo, alla vigilia della prima udienza utile dinanzi al gup per definire il proprio destino di imputato. Trasferito da qualche giorno nel carcere di Secondigliano, l’unico imputato per l’omicidio del fratello Vittorio. Il 36enne ha trascorso gli ultimi giorni a studiare attentamente la folta documentazione che correda il processo a suo carico.

Come riporta il Mattino una scelta che verrà definita questa mattina, dinanzi al giudice Alfonso Sabella, che sette giorni fa aprì formalmente il procedimento, assicurando ai parenti della vittima la possibilità di costituirsi parte civile. L’imputato si dice innocente, convinto di riuscire a ribaltare il tavolo delle accuse.

Facile intuire che il luogo ideale dove far emergere le proprie convinzioni sia la Corte di Assise, al cospetto di una giuria popolare e al termine di un serrato contraddittorio tra le parti. È in questa ottica che Luca ha chiesto tempo. Essere sottoposto al rito ordinario potrebbe rispondere all’esigenza di portare in aula tutto il proprio mondo familiare e relazionale, nel tentativo di liberarsi dall’accusa di essere l’assassino del fratello.

Un caso che resta ancora inchiodato su due elementi di prova raccolti dalla Procura: la prova del Dna, in relazione alla presenza di tracce del corredo genetico di Luca Materazzo sulle armi e sugli indumenti ritrovati la notte dell’omicidio in vico Santa Maria della Neve; e la testimonianza di un barista di via Crispi, che associò il volto di Luca a quello dell’uomo che, la notte dell’omicidio, si trattenne nella toilette del proprio locale per lavare macchie di sangue.

I pm Francesca De Renzis e Luisanna Figliolia hanno condotto l’inchiesta, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso, l’accusa è di omicidio volontario premeditato finalizzato a chiudere i conti con il fratello nella delicata questione della eredità familiare. Difese dal penalista napoletano Gennaro Pecoraro, tre delle quattro sorelle di Luca e Vittorio hanno chiesto e ottenuto di costituirsi parte civile. Stessa scelta da parte di Elena Grande, la vedova dell’ingegnere ucciso sotto casa, assistita dagli avvocati Arturo ed Enrico Frojo, costituiti anche a tutela dei due figli della vittima.

La scelta di costituirsi parte civile viene ricondotta all’esigenza di essere formalmente presenti in aula in un momento cruciale per la definizione della prova e della verità giudiziaria. Saranno i legali di Luca, i penalisti Gaetano e Maria Luigia Inserra a dover fare la prima mossa questa mattina, chiarendo la sua strategia processuale. Un fatto è certo: chi ha incrociato Materazzo jr in questi giorni ha la sensazione che non ci sia alcuna voglia di dichiararsi colpevole del delitto avvenuto sotto casa, in quel lunedì 28 novembre del 2016.