Un’ipotesi agghiacciante. Che se confermata aprirebbe un nuovo scenario sulla morte di Lorenzo Spasiano, il 21enne freddato con un colpo di pistola in petto all’esterno della sua abitazione in via Caprera a Miano. Le indagini sono state affidate ai carabinieri del Nucleo investigativo e coordinate dalla Dda di Napoli: c’è un fascicolo ancora a carico di ignoti che presto potrebbe riempirsi con i primi nomi. Al plurale perchè, secondo alcune indiscrezioni trapelate nelle ultime ore, qualcuno che Spasiano conosceva potrebbe averlo attirato in trappola. Qualcuno che abita nei pressi del luogo della tragedia e che potrebbe aver telefonato al giovane per attirarlo in trappola per consentire al killer di consumare la sua folle vendetta. Qualcuno che non avrebbe destato sospetti e grazie al quale Spasiano avrebbe abbassato la guardia considerato quanto accaduto nei mesi scorsi. I fari delle forze dell’ordine sono puntati su un minore vicino al gruppo Pecorelli che nelle ore successive al delitto avrebbe fatto perdere le proprie tracce. Le tensioni sarebbero via via cresciute negli ultimi mesi con minacce, intimidazioni e perfino un principio di investimento, tutti episodi mai denunciati. Quel che è certo è che si è trattata di una spedizione di morte studiata da tempo, pianificata ed eseguita con una freddezza che stride con la giovane età di colui che avrebbe premuto il grilletto. Toccante e drammatico il racconto del padre di Lorenzo, operatore della Croce Rossa, che ha ripercorso gli ultimi istanti di vita del figlio che ha visto morire tra le sue braccia: dopo aver avvertito gli spari in strada fuori casa, è accorso immediatamente nel disperato tentativo di rianimarlo, per poi accompagnarlo nella corsa contro il tempo verso l’ospedale Cardarelli, rivelatasi purtroppo inutile.
Le dichiarazioni di Borrelli
«Nessun genitore dovrebbe mai sopravvivere ai propri figli, è un fatto contro natura», ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli. «Ma in questa tragedia c’è anche la beffa più atroce del destino: un uomo, un professionista della Croce Rossa che ha speso la vita per salvare quella degli altri, si è trovato impotente di fronte all’esecuzione del proprio figlio. Al contempo, il fratello di Lorenzo, con una compostezza che stringe il cuore, ha lanciato un appello alla famiglia del killer affinché lo faccia costituire, non solo per dare giustizia a Lorenzo, ma per tutelare altre potenziali vite umane». Borrelli ha poi rivolto parole durissime e senza sconti ai responsabili dell’agguato: «All’assassino e alla sua cerchia familiare dico pubblicamente: mi fate schifo. Non avete dignità, non siete veri uomini, non siete vere donne, siete solo la feccia della società. Se vi resta un briciolo di umanità, costituitevi, tanto prima o poi vi prenderanno. La nostra terra è letteralmente avvelenata da gente come voi e dalla vostra cultura criminale. Com’è possibile uccidere a sangue freddo per un fallo durante una partita di pallone? Per voi la vita umana non vale nulla. Chi siete voi per distruggere una famiglia così perbene?». Sull’omicidio di Lorenzo sono intervenuti anche i genitori di Francesco Pio Maimone, il giovane pizzaiolo ucciso il 19 marzo 2023 sul lungomare di Mergellina. «La morte del giovane Lorenzo Spasiano ci addolora e ci appartiene – scrivono – La morte di un ragazzo innocente per mano violenta è una ferita che logora l’anima, una sofferenza che è una condanna a vita. Come Francesco Pio, anche Lorenzo era un ragazzo per bene, con dei valori autentici, estraneo alle logiche criminali; anche lui era un grande lavoratore, conosceva bene il valore dell’impegno onesto e del sacrificio».
