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mercoledì, Luglio 17, 2024
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Parolisi, istanza contro lo sconto di pena della famiglia Rea: “Oggi sarebbe all’ergastolo”

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La famiglia di Melania Rea ha chiesto formalmente al magistrato di sorveglianza di non concedere lo sconto di pena e, quindi, la libertà anticipata a Salvatore Parolisi. La richiesta arriva dopo la decisione dello stesso Tribunale milanese di sospendere i permessi premio per l’uomo condannato in via definitiva per l’omicidio di sua moglie.

L’istanza formale dell’avvocato

L’istanza a cui fa riferimento la famiglia prevede 45 giorni di sconto di pena ogni sei mesi trascorsi in cella dal detenuto. Questa istanza permetterebbe a Parolisi di uscire prima dal carcere rispetto ai 20 anni a cui è stato condannato. Il legale che rappresenta il padre ed il fratello di Melania Rea ha formalmente richiesto che non venga applicato nessun tipo di sconto di pena sui 20anni di reclusione. In una richiesta scritta il legale spiega le varie motivazioni, tra le quali ci sarebbe anche l’atteggiamento del detenuto in una recente intervista.

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L’intervista di Salvatore Parolisi

Durante una delle ultime interviste al di fuori del carcere il detenuto, scrive l’avvocato, ha dimostrato di: “non aver compreso il significato della condanna“. Nell’effettivo l’atteggiamento di Parolisi durante la suddetta intervista ha insospettito anche il Tribunale. Dopo le parole del condannato infatti il Tribunale decise di revocare i permessi premio concessi a Parolisi fino ad ottobre 2023 per fare volontariato in parrocchia.

Per questa motivazione il legale della famiglia di Melania Rea spiega: “I criteri per i permessi premio sono simili a quelli che giustificano la concessione della cosiddetta liberazione anticipata” e quindi anche questa non dovrebbe essere concessa.

Le parole della famiglia di Melania Rea 

Spiega poi che Parolisi: “ha preso 20 anni solo perché all’epoca gli fu contestata una unica aggravante e cioè la crudeltà. Quella unica aggravante cadde in Cassazione“. “Parolisi oggi avrebbe preso l’ergastolo, con o senza crudeltà, perché le norme sono mutate. Nel codice penale è stata aggiunta come aggravante per l’ergastolo il fatto di uccidere il coniuge, non presente ai tempi” spiega l’avvocato. “Non solo, oggi non avrebbe potuto fare l’abbreviato, con lo sconto di pena, come invece era consentito all’epoca.  Giuridicamente, quindi, in ordine alla pena, oggi sarebbe stato diverso, avrebbe preso l’ergastolo” conclude.

Per la famiglia Rea: “Le dichiarazioni di Parolisi dimostrano l’assenza di consapevolezza del rispetto per le vittime di reato, la defunta moglie, accusata di essere la causa dei suoi tradimenti, e la suocera, colpevole di essere stata invadente dopo la nascita della figlia“. Secondo l’istanza quindi: “rilasciare un’intervista con un simile contenuto, durante la prima uscita per un permesso premio, dopo tanti anni di reclusione, a nostro avviso, è ostativa alla concessione della liberazione anticipata, perché sintomatica della non adesione del condannato al programma rieducativo. Non solo per il semestre oggetto di valutazione ma anche per i successivi“.

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