Da trenta a ventidue anni fino ai sedici stabiliti nei giorni scorsi. Questa la decisione per Salvatore Allard, uno degli assassini di Domenico Attianese, il poliziotto ucciso nel 1986 dopo aver cercato di sventare una rapina sotto casa sua a Pianura. In primo grado Allard aveva rimediato trent’anni poi passati a 22 anni in appello fino all’ulteriore sconto di pena legato al riconoscimento delle attenuanti generiche e del cambiamento manifestato da Allard in carcere con tanto di relazione degli assistenti sociali di Cuneo, città dove ha svolto servizi per la comunità. Il tutto nonostante per 30 anni non abbia mai rivelato il nome del terzo complice (che resta tuttora impunito). Il nuovo verdetto, come anticipato da Il Mattino, premia la linea difensiva del legale di Allard, l’avvocato Domenico Dello Iacono che è riuscito a dimezzare la pena per il suo assistito. L’altro uomo coinvolto nella rapina che Attianese cercò di sventare, Giovanni Rendina, è stato condannato in primo grado a 30 anni di reclusione poi confermati dalla prima sezione della Corte di Assise di appello di Napoli.

