Si è concluso con un patteggiamento il procedimento penale a carico di tre giovani residenti a Sant’Antimo, coinvolti in un’inchiesta relativa a un furto aggravato e all’indebito utilizzo di carte di pagamento. Davanti al GIP del Tribunale di Viterbo, Rita Cialoni, il procedimento – giunto in aula a seguito di giudizio immediato – si è definito con l’applicazione della pena su richiesta delle parti.
Le pene concordate sono state di un anno e otto mesi di reclusione per Renato Mele e Raffaele Bellotti (difeso dall’avvocato Daniele Ionà), mentre Umberto Guiscardo è stato condannato a un anno e quattro mesi. Per tutti e tre il giudice ha concesso la sospensione condizionale della pena, dichiarando contestualmente la perdita di efficacia delle misure cautelari cui erano sottoposti. Gli imputati hanno quindi lasciato gli arresti domiciliari e sono tornati in libertà.
Secondo l’impostazione accusatoria, i fatti risalgono al 28 agosto 2025 e sarebbero avvenuti a Viterbo. Agli imputati veniva contestato, in concorso tra loro, il furto di effetti personali ai danni di una donna e il successivo utilizzo illecito delle carte di pagamento sottratte, con prelievi di denaro effettuati presso sportelli bancomat della città per un importo complessivo di 3.100 euro. Il procedimento si è così concluso con la definizione concordata della vicenda processuale, evitando il dibattimento.
