Giovanni Luppi è precipitato domenica pomeriggio dal tetto di un condominio in via Pio La Torre, a San Lazzaro di Savena, nel Bolognese, dopo che il lucernario in plexiglass su cui era salito ha ceduto sotto il suo peso. L’impatto con l’asfalto è stato fatale per il 26enne. Secondo quanto ricostruito dalla stazione e dal Nucleo operativo radiomobile dei Carabinieri di San Lazzaro, Giovanni stava trascorrendo il pomeriggio a casa di una ragazza che frequentava in segreto, al sesto piano dell’edificio.
La frequentazione era tenuta riservata perché la ragazza è la migliore amica di un’altra coetanea, anche lei interessata al 26enne. Quando ha saputo che quest’ultima stava per arrivare a sorpresa nello stesso appartamento, Giovanni avrebbe deciso di non farsi trovare, per evitare che le due amiche scoprissero la situazione e ne nascessero discussioni o sofferenze. Non avendo il tempo di allontanarsi, si è rifugiato sul terrazzo condominiale e da lì è salito sull’ampio lucernario in plexiglass. Il vetro ha ceduto a metà percorso.
Chi era Giovanni Luppi
Giovanni viveva a San Lazzaro con il fratello Federico, il più piccolo dei quattro figli di Leonardo Luppi, titolare della Cartaria Bolognese, l’azienda di famiglia in cui Giovanni aveva lavorato prima di spostarsi alla Berni. “Lui era così. È sempre stato un birichino e lo è stato fino all’ultimo”, ha raccontato il padre al Resto del Carlino. “Ci hanno detto che si è nascosto, voleva nascondersi sul tetto. Solo che poi ha messo il piede lì sopra, sul lucernario. E basta”. E ancora: “Un ragazzo buono, anzi buonissimo. Non avrebbe mai fatto male a nessuno. Si è messo in pericolo a questo punto per gli altri”. Luppi aveva giocato in diverse squadre, anche a Ravenna, e quest’anno era indeciso se tornare a giocare a San Lazzaro, tra i suoi amici, o trasferirsi a Castel San Pietro.
