Quarta ondata Covid, il virologo Pregliasco è sicuro:
Quarta ondata Covid, il virologo Pregliasco è sicuro: "In giro mezzo milione di infetti"

Il virologo Fabrizio Pregliasco in una dettagliata intervista rilasciata al quotidiano La Stampa spiega che potrebbe esserci la quarta ondata di Covid dopo l’estate: “In giro ci sono almeno 240 mila positivi accertati, che potrebbero essere anche il doppio”.

Considerando che, secondo i dati ufficiali aggiornati al 2 giugno, sono stati fin qui somministrati quasi 35.5 milioni di vaccini – con il 22.66% della popolazione interamente coperta dal ciclo vaccinale -, il rischio è che gli infetti ancora “a piede libero” possano rappresentare una minaccia per i tanti ancora non immunizzati. “Mezzo milione di infetti continuano a rappresentare un pericolo per chi non è ancora vaccinato e, in ogni caso, mantengono alta la catena dei contagi”, ha commentato Pregliasco, citando anche l’esempio dell’Inghilterra e del possibile ruolo svolto dalle varianti Covid.

Il rischio della quarta ondata

Il virologo non è preoccupato per ciò che accadrà nei prossimi mesi ma, al tempo stesso, non se la sente di affermare che è tutto finito. Certo, grazie alle vaccinazioni ci saranno meno ricoveri e morti, ma guai ad abbassare la guardia. Perché all’orizzonte potrebbe presto materializzarsi una fantomatica quarta ondata. “La vita all’ aperto ci protegge dal virus più del previsto, ma pian piano il contagio si diffonde. Sarebbe importante in questa fase rilanciare il tracciamento per contrastare e monitorare meglio la diffusione del virus”, ha aggiunto Pregliasco.

Come sempre non ci sono certezze assolute. Pare, tuttavia, che il virus possa essere in grado di restare endemico per almeno due o tre anni. In tutto questo sarebbe necessario incrementare il numero di tamponi e migliorare il tracciamento, nonché vaccinare quante più persone possibile. Ricordandoci che la quarta ondata è “il colpo di coda di cui siamo in attesa” perché “il virus rimarrà tra noi, ma con conseguenze minori grazie ai vaccini”. Il messaggio appare comunque chiaro: è ancora presto per abbassare la guardia. Esagerazione o previsione concreta?

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