Ragazzina 17enne incinta positiva al Covid, è del campo sulla Circumvallazione tra Secondigliano ed Arzano

Campo rom di Scampia, 17enne incinta positiva al Covid [Foto d'archivio]
Campo rom di Scampia, 17enne incinta positiva al Covid [Foto d'archivio]
Nessun caso di Coronavirus al campo rom di Cupa Perillo, a Scampia. La ragazza di 17 anni incinta positiva al tampone risiede in un’altra area, cioè al campo nomadi della Circumvallazione Esterna tra Secondigliano ed Arzano. La precisazione arriva dall’ufficio socio- sanitario del distretto 28 dell’Asl Napoli 1 Centro e da Suor Eduarda Piro’ del centro il Giardino dei mille colori facente parte dell’associazione Celus, con sede in via Suor Maria delle Suore della provvidenza 3.

Caso di Covid sulla Circumvallazione tra Secondigliano ed Arzano

Proprio Suor Eduarda, afferma ad InterNapoli.it: “La collaborazione con il distretto sanitario 28 è costante e proprio ieri siamo stati sino alle 20 al campo rom di Scampia per effettuare i controlli alla popolazione”. Poi, Suor Eduarda smentisce quanto apparso sui media in queste ore. “, Non c’è stato – afferma- nessun caso di positività da Covid a Cupa Perillo. La ragazza menzionata negli articoli di giornale risiede in un altro campo rom appartenente ad un altro territorio,” appunto sulla Circumvallazione Esterna a cavallo tra il quartiere di Secondigliano e la cittadina di Arzano.

L’allarme al campo

“Ci teniamo a sottolinearlo”, dice ancora Suor Eduarda, perché “sono iniziati da noi i campi estivi e i genitori, i bambini, gli stessi educatori si sono allarmati per le notizie non veritiere diffusesi. In questa fase è importante stare attenti alle notizie. Ripeto, la direzione del distretto sanitario 28 dell’Asl Napoli 1 Centro, l’ufficio socio-sanitario insieme a noi stanno monitorando costantemente la situazione del campo rom di Cupa Perillo e questa sin dagli inizi della pandemia”. Almeno al momento dunque, stando a quanto detto da Suor Eduarda Piro ‘ e dall’ Asl territoriale di Scampia, al campo rom che sorse circa trent’anni fa nei pressi degli svincoli della Perimetrale e destinatario di un decreto di sgombero nel 2017 da parte della Procura di Napoli, non sono emersi casi di Covid-19.

Le altre notizie | Coronavirus ‘importato’ dai viaggiatori in Campania: la conferma in uno studio dell’Asl Napoli 2

Dei quasi 4.000 viaggiatori autodenunciatisi in arrivo nei 32 Comuni dell’ASL Napoli 2 Nord dall’8 marzo al 5 maggio scorso, l’incidenza dei positivi al coronavirus è stata quattro volte più alta che tra i cittadini residenti stanziali. La percentuale dei residenti nei 32 Comuni dell’ASL risultati positivi al tampone per coronavirus, in rapporto alla popolazione è stata di circa lo 0,084%, tra i viaggiatori autosegnalitisi tale percentuale è stata invece dello 0,33%. Nei giorni del ‘picco epidemico’ si alzò la voce unanime dei campani al presidente De Luca di chiudere i confini. Una richiesta suffragata dai numeri pubblicati oggi.

I numeri

I dati emergono dalle analisi effettuate dal Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Napoli 2 Nord. Lo studio ha seguito lo stato di salute e i contatti dei 3977 cittadini. Sopraggiunti sul territorio, avevano inviato una mail di autosegnalazione all’ASL, come previsto dalle ordinanze regionali. Proprio in virtù di queste indagini, si sono ricostruite le catene di contatti. I dati evidenziano come 37 casi di contagio da coronavirus registrati nell’ASL Napoli 2 Nord potrebbero avere avuto quale link i viaggiatori di ritorno da zone rosse. Addirittura, in uno specifico caso, in una cittadina del territorio che ha registrato solo 12 contagi, 10 di essi parrebbero essere riconducibili al contatto di un viaggiatore asintomatico, poi rivelatosi positivo.

Percentuale choc

Dai dati emerge che mediamente la percentuale di contagiati che hanno dichiarato di essere entrati in contatto con un viaggiatore che si è autodenunciato e che si è poi rivelato essere un paziente positivo asintomatico è stata del 12.28%.

Coronavirus di “importazione”: lo studio

“Siamo riusciti a contenere il contagio anche in virtù del lavoro minuzioso e quotidiano realizzato dai nostri servizi. Lo ha affermato Antonio d’Amore, Direttore Generale dell’ASL Napoli 2 Nord. “A marzo, nelle prime settimane del picco epidemico, abbiamo riorganizzato completamenti i servizi di epidemiologia. Li abbiamo radicati sul territorio, rafforzandoli con personale preso in prestito da diversi altri uffici ed utilizzando spazi che normalmente vengono destinati ad altre funzioni. Tutti hanno lavorato con la massima dedizione ed attenzione, non badando ad orari, festività e impegni personali. Grazie al lavoro di questo centinaio di persone che ha operato nell’ombra, è stato possibile circoscrivere l’epidemia e limitarne la diffusione.

Lo studio su quanto i viaggiatori abbiano impattato nel contagio dei nostri territori, è un esempio in questo senso. Dobbiamo essere grati loro per la grande prova di professionalità, dedizione e competenza dimostrata”.

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