HomeCronacaRapina al centro scommesse, assolto il 32enne di Mugnano

Rapina al centro scommesse, assolto il 32enne di Mugnano

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L. C. è stato assolto dal Tribunale di Napoli Nord: era accusato di far parte di una banda e di averli aiutati a tentare un colpo in una sala scommesse a Cesa. Per il 32enne di Mugnano l’accusa aveva chiesto una condanna pesante: sei anni di carcere.

Secondo gli investigatori, la banda usava la casa in cui l’uomo viveva come “base operativa” per organizzare rapine a uffici postali e banche, oltre che per nascondere auto e targhe rubate. L’accusa sosteneva che L. C. facesse da palo all’esterno e che avesse aiutato i rapinatori ad scappare velocemente dopo il colpo a Cesa, risalente al maggio 2023, aprendo e chiudendo il cancello di casa per farli rientrare subito. Per la Procura, quel gesto del cancello e il fatto di aver prestato un’auto per “scortare” la banda erano la prova che l’uomo fosse un membro attivo del gruppo.

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La difesa e la decisione del giudice

Gli avvocati dell’uomo (Pietro Cesaro e Alessandro Pelliccia) hanno sostenuto fin dall’inizio la sua totale innocenza. Hanno spiegato che aprire un cancello o vivere vicino alla base della banda non bastano assolutamente come prove per condannare una persona o per dire che fa parte di un’organizzazione criminale. Nel diritto penale servono prove certe e individuali.

Il Gup Pia Sordetti ha dato ragione alla difesa. Nella sentenza pronunciata il 16 luglio 2026, ha assolto L. C. con la formula più ampia: “per non aver commesso il fatto“. Significa che l’uomo non ha alcuna responsabilità e non ha aiutato i rapinatori in nessun modo. La decisione è ancora più clamorosa se si pensa che, nello stesso processo, tutti gli altri membri della banda sono stati giudicati colpevoli e condannati. L’unico a uscirne pulito è stato L. C.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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