Vincenzo Grosso, 33enne della Sanità, era destinatario dell’ordine di esecuzione per la carcerazione pari a 4 anni e 4 mesi di reclusione per rapina aggravata consumata di un Rolex nei confronti di una turista inglese.
Il magistrato di sorveglianza di Napoli, decurtando un periodo di custodia presofferta, ha concesso al giovane la misura dell affidamento in prova in casi particolari, consentendo allo stesso di espiare la pena presso una comunità terapeutica per tossicodipendenti, a meno di una settimana dall’ordine di carcerazione.
Il giovane, difeso di fiducia dall’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord, si era visto scontare la pena in corte di appello ad anni 4 mesi 4, essendo stato condannato in primo grado, con Vincenzo Taiani, 40 anni, noto come “Enzuccio ‘o nano”, alla pena di 6 anni di reclusione.
Rapina di un Rolex a una turista inglese: i fatti
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la rapina si è verificata lungo discesa Sanità, una delle arterie principali del quartiere napoletano. La vittima, una turista inglese, si trovava in auto insieme alla figlia a bordo di un veicolo a noleggio. L’azione criminale sarebbe stata messa in atto con modalità tipiche delle cosiddette rapine lampo: uno scooter si è posizionato davanti all’auto per bloccarla mentre un secondo scooter, con due uomini a bordo, si è affiancato al veicolo. Approfittando del finestrino abbassato, i malviventi hanno sottratto un Rolex Datejust 31 mm in oro rosa e acciaio. La donna ha tentato di opporsi, mentre la figlia ha reagito mordendo la mano di uno dei rapinatori. Nonostante la resistenza, i due sono riusciti a fuggire con l’orologio. Durante la colluttazione, la turista ha riportato una ferita alla mano sinistra.
Le accuse: rapina aggravata e porto di coltello
I due imputati erano accusati di rapina aggravata, lesioni personali e porto e detenzione di arma da taglio. In primo grado, il Tribunale collegiale di Napoli aveva condannato entrambi a 6 anni di reclusione con rito ordinario. La Corte di Appello di Napoli, accogliendo le arringhe degli avvocati difensori, ha riconosciuto le circostanze attenuanti generiche, riducendo la pena a 4 anni e 4 mesi di reclusione. La riduzione equivale a uno sconto di un anno e otto mesi rispetto alla sentenza di primo grado.
