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giovedì, Febbraio 22, 2024
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“Pago 1900 al mese euro per lavorare in cucina”, ristorante cerca dipendenti ma nessuno si candida

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Non si ferma la crisi nel settore della ristorazione. Un trend che viene continuamente confermato, stavolta dal titolare del ristorante Butterfly a Lucca, insignito anche da una stella Michelin. Da mesi compare l’annuncio di Fabrizio Girasoli per lavorare nel prestigioso locale: si cercano un sommelier e personale di sala. Ma per adesso la proposta è caduta nel vuoto.

E al Corriere della Sera, Girasoli spiega: «Offriamo un lavoro stabile, assicurato e ben retribuito, ma non ci sta scrivendo nessuno, se non poche persone senza qualifica. Ovvero che non hanno mai lavorato in un ristorante. Stiamo offrendo 1.900 euro al mese per il futuro sommelier del locale e 1.600 euro al personale di sala, ma nessuno sembra veramente interessato».

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L’intervista del titolare al Corriere

«In primo luogo – afferma Girasoli al Corriere – credo che incida quella corrente di pensiero secondo la quale i ristoratori sarebbero sfruttatori. Non posso certo parlare a nome di tutti, ma posso affermare con assoluta certezza che sia da noi che nei locali di tanti colleghi che conosco le cose vengono fatte con la massima serietà e totale rispetto delle regole». Secondo Girasoli i lavoratori vengono assunti con contratti veri e assicurati per le ore che fanno, ricevono uno stipendio adeguato e sono retribuiti per gli straordinari, laddove necessari.

«Certo, ci sarà anche chi non rispetta la legge, ma quello vale per tutti i mestieri». L’imprenditore punta l’indice anche contro la pandemia: «Non c’è dubbio che abbia cambiato il modo di pensare di tante persone, giovani e non solo. C’è, chi per scelta e chi per necessità, ha deciso di cambiare completamente stile di vita e oggi sembra non essere più interessato ad intraprendere un percorso professionale serio in un ambito che invece, al contrario, offre importanti margini di crescita per chi abbia competenza».

La questione reddito di cittadinanza

Infine, la questione reddito di cittadinanza: «Quello – insiste Girasoli – di sicuro non invoglia le persone a cercare lavoro. In generale, senza voler insegnare niente a nessuno, mi pare che una volta ci fossero giovani disposti a fare la gavetta, mentre oggi si vorrebbe tutto e subito. C’è gente che non vuole lavorare di domenica. Altra che non vuol lavorare di sera: da noi un cameriere inizia il turno alle 16 e lo finisce verso mezzanotte. Se uno ha voglia di uscire e andare a ballare avrebbe tutto il tempo che vuole per farlo». Il titolare del Butterfly sottolinea infine un altro aspetto del ruolo del cameriere, rispetto ad altri, in cui influisce negativamente la televisione.

«Grazie ai tanti programmi tv di settore quella dello chef è diventata una figura che attira interesse e curiosità da parte del pubblico. Quello del cameriere invece appare quasi come un lavoro che chiunque può svolgere, anche senza preparazione, ma non è affatto così. Dalla cucina può uscire il piatto più buono e ricercato del mondo, ma senza l’adeguata presentazione ai clienti al tavolo perde la metà del suo valore».

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Alessandro Pirozzi
Alessandro Pirozzi
Mi presento: mi chiamo Alessandro Pirozzi, sono nato a Napoli ed ho 23 anni. Sono iscritto all'albo dei giornalisti dal 2019 ed amo profondamente la comunicazione, specie quella digitale. Dopo essermi diplomato in un istituto alberghiero, ho iniziato a 18 anni il mio percorso lavorativo con InterNapoli.it nel 2016, collaborando anche in qualità di freelancer con diverse testate digitali come Blasting News. Ho scritto per 'Cronache di Spogliatoio', giornale sportivo online, e per la testata locale AbbiAbbè.it.
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