Rivolta a Santa Maria Capua Vetere, sale il bilancio degli agenti feriti

Sale a otto feriti il bilancio dei feriti tra le fila della polizia penitenziaria dopo l’occupazione del reparto ‘Danubio’ da parte dei detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere. In istituto hanno fatto accesso il vice capo del Dap, il Provveditore regionale e il Procuratore aggiunto del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. A darne notizia il segretario nazionale del Si.N.A.P.Pe, Luigi Vargas e il segretario regionale Pasquale Gallo: “Dopo la vergognosa spettacolarizzazione dell’operazione di polizia giudiziaria di 48 ore fa nei confronti di 44 poliziotti penitenziari in servizio presso il carcere inevitabilmente le tensioni nei reparti detentivi hanno raggiunto livelli allarmanti. Alcuni detenuti hanno maturato un senso di impunità. Dopo questo episodio cresce in noi la convinzione che l’operazione di giovedì scorso da parte dei carabinieri andava condotta con ben altre modalità”.

L’indagine della Procura

Tre giorni fa la Procura ha notificato 44 decreti di perquisizione per un’inchiesta relativa a presunti pestaggi avvenuti nella struttura carceraria il 6 aprile. Gli agenti sono indagati anche per tortura.

Le dichiarazioni del segretario nazionale Sarap

“I 44 avvisi di garanzia giunti ieri mattina da parte dell’arma dei carabinieri ai danni del personale di Polizia Penitenziaria del carcere di Santa Maria, con modalità del tutto discutibili, è stata solo la miccia di una bomba scoppiata solo poche ore dopo l’accaduto. Ieri, la notte tra venerdi e sabato, ben sei colleghi sono stati aggrediti da due extracomunitari che hanno persino dato fuoco ad una cella, dagli stessi detenuti che hanno festeggiato per quanto accaduto lì in mattinata, stamattina nuovamente un collega è stato aggredito. Facendo il punto della situazione la magistratura ha permesso di umiliare 44 servitori dello Stato sul loro luogo di lavoro”.

Le accuse del Sarap per i fatti di Santa Maria Capua Vetere

“Il Sarap si chiede come si possano collegare tra di loro questi eventi, forse i 44 avvisi di garanzia sono stati visti da parte dei detenuti come un via libera per dare inizio ad aggressioni ai danni della Polizia Penitenziaria? Forse quindi la colpa dell’accaduto è da attribuire agli stessi detenuti quanto a chi ha deciso le modalità in cui dovessero essere presentati quei, ormai famosi, 44 avvisi di garanzia? Noi crediamo di si. È tempo che venga ristabilito l’immagine della Polizia Penitenziaria che da troppi anni subisce discriminazioni di ogni sorta e lo fa tenendo la testa bassa”. Questo quanto dichiarato da Roberto Esposito, segretario nazionale Sarap.

La situazione nel carcere di Santa Maria Capua Vetere

“Secondo quanto sappiamo, i detenuti hanno in mano le chiavi di un intero reparto. Un altro agente portato in ospedale. È ora che intervenga il ministro Bonafede”. È quanto dichiarato da Aldo Di Giacomo, segretario del sindacato della polizia penitenziaria SPP. Il capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Bernardo Petralia ha immediatamente chiesto accertamenti urgenti. Ha disposto che il provveditore regionale della Campania Antonio Fullone e il vice capo del Dap Roberto Tartaglia si rechino sul posto.

Le accuse al ministro Bonafede

Nel reparto dov’è in corso la rivolta sono ristretti alcune decine detenuti cosiddetti «problematici». Extracomunitari e altri che in passato si sono resi protagonisti di episodi di intemperanza. All’esterno dell’istituto di pena sono arrivate le forze dell’ordine. Tra esse la polizia di Stato. «Uno dei due detenuti che la scorsa notte resisi protagonisti dell’aggressione a sei poliziotti della Penitenziaria – dice Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, in un video postato su Youtube – ha colpito ancora. Ha aggredito un altro agente poi soccorso con un’ambulanza. I poliziotti sono da soli ad affrontare queste emergenze e il ministro Bonafede è completamente assente».

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