Sant’Antimo, 50 euro a voto e soldi delle tangenti nel vassoio di dolci

Le mani della camorra sulle elezioni e gli appalti

Mega blitz a Sant’Antimo. Figurano anche il senatore di Forza Italia Luigi Cesaro e i suoi tre fratelli tra le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sui presunti intrecci tra camorra e politica a Sant’Antimo. Per i tre fratelli del parlamentare il gip di Napoli Maria Luisa Miranda ha firmato altrettante misure cautelari. Nei confronti di Antimo Cesaro è stato disposto il carcere, domiciliari invece gli altri due fratelli, Aniello e Raffaele.

Tre clan coinvolti

La maxi operazione del ROS e della DDA, 59 misure cautelari eseguite stamattina dai militari dell’arma, riguarda tra gli altri i clan “Puca”, “Verde” e “Ranucci” attivi a Sant’Antimo e nei comuni limitrofi. L’inchiesta avrebbe fatto luce – secondo gli investigatori – su una fitta rete di ‘cointeressenze’ sia in ambito politico sia imprenditoriale.
Contestualmente è in fase di notifica anche un sequestro di beni per un valore di oltre 80 milioni di euro, tra cui la Galleria Commerciale “Il Molino“.

Camorra e Politica a Sant’Antimo

Accertato il condizionamento delle elezioni comunali del Comune di Sant’Antimo (sciolto il 20 marzo  per infiltrazioni mafiose) tenutesi nel giugno 2017.  Tutto attraverso una capillare campagna di voto di scambio. In tal senso è stata fatta luce su un’incalzante opera di compravendita di preferenze, con una tariffa di 50 euro per ogni voto, a favore di candidati del centrodestra, soccombente, come noto, al ballottaggio, dopo un primo turno favorevole.

Anche dopo le elezioni

Il controllo del Comune di Sant’Antimo da parte della locale criminalità organizzata risulta proseguito anche dopo le elezioni. Infatti, a seguito della mancata affermazione elettorale, la strategia criminosa era finalizzata far decadere quanto prima la maggioranza consiliare. Ma non solo. Anche a mantenere – malgrado una Amministrazione di diverso schieramento politico – il controllo sul locale Ufficio Tecnico attraverso la conferma nel ruolo di responsabile dell’Ing. Claudio Valentino.

Le indagini sugli attentati

E’ stata fatta luce su due attentati dinamitardi (20.11.2018 e 4.12.2018) a di Sant’Antimo indirizzati alle abitazioni di consiglieri comunali di maggioranza. Tutto al fine di farli dimettere dalla loro carica. Così far venir meno il numero legale per il funzionamento del Consiglio e determinarne lo scioglimento. Inoltre, individuati gli autori di un terzo attentato esplosivo (6.1.2018) in danno dell’abitazione dei familiari del collaboratore di giustizia Lamino Claudio. 

Le mani sull’ufficio tecnico

Accertati anche i mandanti di atti intimidatori condotti con la minaccia di armi nei confronti di alcuni funzionari del locale UTC, al fine di dissuaderli dall’accettare l’incarico di dirigente del Settore Urbanistica del Comune di Sant’Antimo. Era stato costituito un sistema di illecita gestione dell’UTC nell’interesse delle tre consorterie camorristiche locali. A capo c’era l’Ing. Valentino, indagato sia per l’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa (clan Puca), sia per episodi di corruzione e di turbata libertà degli incanti relativi a 4 gare a evidenza pubblica, del complessivo valore di oltre 15 milioni di euro. Inoltre, le investigazioni hanno fatto luce sulle recenti evoluzioni interne al clan Puca e sulle interazioni con gli altri due sodalizi, i Verde e i Ranucci, di cui il GIP ha confermato esistenza e operatività.

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