Sgominata banda di rapinatori cinesi, arrestati a Napoli: rivolta nella comunità

carabinieri

Due delle persone arrestate nel corso dell’operazione «Crimini d’Oriente» erano riuscite a sottrarsi all’arresto durante il primo blitz dei carabinieri del comando provinciale di Gorizia di mercoledì notte. Come ha spiegato il comandante del nucleo investigativo, Pasquale Starace, la coppia era fuggita da Padova raggiungendo Reggio Emilia e Napoli, dove è stata ospitata da connazionali, la cui posizione è ora al vaglio della magistratura. Entrambi sono stati bloccati nel tardo pomeriggio di ieri, ma per l’uomo che si era nascosto nei dintorni della stazione centrale partenopea l’arresto è stato preceduto da momenti di tensione. Sul posto sono intervenuti in forze i militari dell’Arma del reparto operativo di Napoli che hanno faticato non poco a districarsi nel capannello di persone di origine cinese che si era formato attorno a loro, forse nel tentativo di favorire la prosecuzione della fuga dell’uomo. Alla fine, l’arresto è stato perfezionato e il soggetto si trova ora in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà valutarne la posizione.

L’inchiesta ha trovato difficoltà nel penetrare la comunità cinese non solo nel suo epilogo: la maggioranza delle vittime – scelte appositamente soltanto nella medesima comunità orientale – sebbene derubata o rapinata di beni molto preziosi, non aveva sporto denuncia per paura di ritorsioni, considerate anche le modalità violente utilizzate dalla banda. Solo in un paio di casi su una decina di reati accertati, erano state avvisate le forze dell’ordine, che hanno poi faticosamente ricostruito l’attività criminale del sodalizio.