Nei riquadri Fabio Risi e Rosario Rolletta

Un raid che potrebbe innescare una nuova spirale di violenza a Ponticelli. Questo il timore degli investigatori dopo l’agguato subito da Fabio Risi, giovane ritenuto dagli inquirenti vicino a Salvatore De Martino ‘XX’, fratello del più famoso Antonio ‘colonnello’ sul campo dei De Micco. Il giovane, che già l’anno scorso subì un agguato analogo, ha visto la Fiat Panda su cui viaggiava colpita da un unico proiettile. Un chiaro segnale intimidatorio che potrebbe riportare allo scoppio di nuove frizioni con i Casella, il gruppo di via Franciosa alleato con i De Luca Bossa e in guerra da mesi proprio con gli ‘XX’. Il nome di Risi è presente nel decreto di fermo eseguito un mese fa a carico di Giuseppe Righetto e Nicola Aulisio.

Fondamentali per inquadrare la situazione criminale a Ponticelli proprio le dichiarazioni di Rolletta rimasto egli stesso vittima di un agguato nei suoi confronti. Proprio la sera del fallito raid Rolletta viene intercettato con due donne e pronuncia queste parole:«Io l’ho visto in faccia… qua… guarda… Peppe ’o blob… con una quarantacinque». Il giorno dopo viene intercettata un’altra conversazione che lo stesso Rolletta ha con la compagna e un’amica di quest’ultima in cui medita piani di vendetta: «Era meglio per loro che mi uccidevano perché a lasciarmi in vita è un problema, è questo che ti sto dicendo? Avranno il problema a vita… Peppe ’o blob… hai capito il problema come lo tengono… come se fosse niente».

L’agguato contro Cardone

Rodolfo Cardone fu sparato perchè i Casella credevano fosse una sentinella degli ‘XX’. E’ questo quanto messo a verbale da Rosario Rolletta che ha riempito decine e decine di pagine di verbali (leggi qui l’articolo precedente) in relazione alla guerra che da mesi vede contrapposti proprio gli ‘eredi’ dei De Micco e il gruppo di via Franciosa. L’ultimo verbale è dello scorso dicembre qualche giorno dopo l’agguato di via Fratelli Grimm: «Rodolfo era un consumatore di droghe leggere che andava ad acquistare “aret a Barra”, luogo dove i Casella hanno una piazza di sostanza stupefacente di vano tipo. Dopo essere stato scarcerato nel settembre del 2020 ho assistito in più di un’occasione a dei discorsi fra De Martino Salvatore e il Cardone: in particolare il De Martino gli ha ripetutamente consigliato di non andare a prendere droga dai Casella perché questi avrebbero potuto pensare a ‘qualcosa di male. I Casella infatti sapevano che Carbone frequentava non del gruppo Do Martino in quanto pubblicava te foto sui social. De Martino temeva che i Casella potessero pensare che con la scusa di andare a comprare la droga Cardone facesse da sentinella per informarci dei loro movimenti; come ho gia detto infatti era da poco incominciata la guerra dei De Martino nei confronti dei De Luca Bossa – Casella. Cardone ci ha raccontato come sono andati i fatti. Il soggetto che gli aveva venduto la droga gli aveva detto di aspettare un attimo perché i compagni gli volevano parlare ma lui era scappato via».

Rolletta racconta chi sparò a Cardone

Rolletta ha spiegato che Cardone aveva riferito loro di essere stato sparato con un fucile mentre era nei pressi del bar Royal: «Ci disse che a sparargli sono stati Nicola Aulisio e Peppe ‘o blob. Cardone ci ha riferito che a sparare é stato Peppe ‘o blob mentre Aulisio guidava la macchina. Rodolfo ci ha detto che Pappe o’ blob lo aveva chiamato per nome quindi Cardone di stava avvicinando alla macchina e Righetto aveva sparato. Per come ci ha riferito l’intenzione dei due era quella do ucciderlo ed egli non era stato colpito al petto perché avrebbe avuto la prontezza di girarsi appena visto il fucile. Rodolfo non era un affiliato al gruppo De Martino ma era un soggetto che ci frequentava. Quando sparammo ad Alì ricordo che fui proprio io ad esclamare che l’agguato era una esposta per tutta una seno di falli che si erano verificati nei confronti di soggetti che sebbene non affiliati al clan erano fegati da rapporto di amicizia coi De Martino. In altre parole, l’agguato fu una risposta ai pedinamenti nonché ai tentativi posti in essere fino a qual momento dal clan De Luca Bassa – Casella di colpire persona vicine al nostro gruppo».

Il summit tra i Casella-De Luca Bossa e i De Martino: l’articolo precedente

«Ben presto a Ponticelli si verifica un problema ossia i De Luca Bossa e i Casella non passavano a noi del gruppo De Martino i soldi necessari a mantenere i detenuti in carcere. Ci fu così un incontro a cui hanno partecipato, sulle “case”, a Bartolo Longo, Salvatore De Martino, Fiorentino Giulio, Uccello Ciro e Alessio; io non vi partecipai, ma mi fu raccontato dai partecipanti nel corso di un incontro presso un locale nella disponibilità di De Martino Salvatore. Si tratta di un appartamento in ristrutturazione disabitato che si trova al piano sottostante l’abitazione di De Martino Salvatore. Gli uomini del clan De Martino che ho citato sopra si sono incontrati con Peppino ‘o sicco, Umberto De Luca Bossa, Mimì la Puttana, Peppe o Blob. L’incontro non ha avuto gli effetti sperati. I De Luca-Bossa e i Casella hanno cercato di prendere tempo. Ciò ha comportato la rottura dei rapporti della mia organizzazione e questo cartello».

L’agguato contro il cognato dei Casella

Un incontro chiarificatore a cui dunque partecipò anche Giulio Fiorentino, ucciso sabato scorso e inquadrato proprio tra gli ‘XX’. Rolletta spiega poi come si è giunti alla guerra e al tentato omicidio per esempio di Luigi Aulisio, genero proprio dei Casella: «Ho fatto parte del gruppo di fuoco che ha effettuato l’agguato nei confronti di Aulisio detto Ali. Quel giorno uscimmo in auto in quattro io, omissis e viaggiavamo a bordo di una Scenic monovolume di colore grigio. Non avevamo un obiettivo preciso doveva trattarsi di qualcuno del clan Casella-De Luca Bossa. Più o meno verso via Argine vedemmo su un motorino SH bianco il predetto Ali e quindi decidemmo di seguirlo e poi lo sparammo nei pressi della farmacia che si trova in zona. A sparare è stato omissis con una 7,65 che si è inceppata dopo due colpi. L’arma ci fu data da omissis mentre l’autorizzazione all’agguato fu data da omissis».

SE VUOI RESTARE SEMPRE AGGIORNATO VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.