Stese e agguati a Napoli, i giovanissimi Russo e Testa pronti a colpire i Mariano

Erano pronti a colpire nuovamente. Questo quanto credono gli inquirenti impegnati in queste ore a ricostruire dinamiche e assetti tra Quartieri spagnoli e Pallonetto di Santa Lucia. In manette sono finiti Domenico Russo, 19 anni (nipote di Mimí dei cani storico ras della mala dei Quartieri spagnoli, come anticipato da Internapoli) e Emanuele Testa di anni 21 (figlio di Gianluca Testa un ex esponente di primo piano della mala del Cavone nonchè personaggio un tempo inserito nel clan Lepre)

I due sono stati notati su uno scooter Honda SH mentre si aggiravano con fare sospetto su via Roma. In particolare Russo, nipote di Domenico Russo ex boss di Santa Maria Ognibene conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di  Mimí dei Cani(ucciso durante la guerra contro i Di Biase ‘Faiano’) manteneva le braccia conserte quasi a nascondere qualcosa.

I poliziotti sono intervenuti per controllarli ed hanno intimato loro l’alt, ma i due hanno tentato la fuga.

Tempestivamente bloccati, gli agenti a bordo di due moto sono riusciti a tallonarli e boccarli, ponendosi di fronte allo scooter in fuga.

Russo, passeggero dello scooter, ha puntato l’arma contro i poliziotti, ma è stato immediatamente bloccato e disarmato, così come il conducente del ciclomotore.

Dopo una breve ma intensa colluttazione l’arma è stata letteralmente strappata dalle mani di Russo: era una semiautomatica MP 446 Viking cal. 9×19 parabellum, con matricola abrasa, proiettile in canna e caricatore rifornito di 6 colpi 9×19 Luger.

Nelle tasca dei due giovani sono stati trovati 3 telefoni cellullari, due intestati al Russo ed uno a Testa figlio di Gianluca Testa uno storico esponente della mala del Cavone.

La perquisizione effettuata nella casa del Russo nel Pallonetto di Santa Lucia ha portato al rinvenimento di una pistola semiautomatica con matricola abrasa, cal. 7,65 marca Galesi, con caricatore con 3 proiettili, un porta tesserino con una placca della Guardia di Finanza  e 53 proiettili di vario calibro. I due, stando ai primi riscontri, farebbero parte del gruppo che in queste settimane si contrappone ai Mariano: il timore è che possano aver avuto un ruolo nell’agguato costato il ferimento di Vincenzo Errichiello storico esponente dei ‘picuozzi’.