Bisognerà pagare le tasse anche sulle mance. È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con in merito al caso di un dipendente di un hotel in costa Smeralda accusato di evasione fiscale dall’Agenzia delle Entrate.

Il caso è riportato dal Sole 24 Ore. Protagonista, suo malgrado, è un dipendente di un albergo di lusso della Costa Smeralda, in Sardegna, che aveva omesso di dichiarare di aver percepito ben 84mila euro in un solo anno grazie alle mance. Donazioni che l’Agenzia delle Entrate aveva classificato come reddito da lavoro non dichiarato, presentando dunque ricorso per ottenere il versamento delle relative imposte.

La Suprema Corte ha dato ragione agli esattori. L’articolo 51 dell’attuale Testo unico delle imposte sui redditi, infatti, afferma che il reddito da lavoro dipendente non è formato soltanto dal salario percepito, ma da tutte le somme e i valori ricevuti di diverso genere e a qualunque titolo. Le mance, secondo la Cassazione, anche se non ricevute dal datore di lavoro hanno origine dal rapporto di lavoro subordinato e dunque tassabili. Per i giudici si tratta infatti di entrate “sulla cui percezione il dipendente può fare, per sua comune esperienza, ragionevole, se non certo affidamento”.

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